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THE SOLAR BIENNALE X THE ENERGY SHOW 9 SETTEMBRE – 30 OTTOBRE 2022

THE ENERGY SHOW 3 SETTEMBRE 2022 5 MARZO 2023

 

La prima edizione della Solar Biennale si svolgerà a Rotterdam dal 9 settembre al 30 ottobre con lo scopo di lanciare un chiaro messaggio: per ottenere la possibilità di sfruttare al meglio il potere del sole, bisogna andare oltre al pensiero tecnocratico.

Con un seminario, un programma educativo che coinvolge tutta la città di Rotterdam, laboratori solari e l’ampia mostra “The Energy Show – Sole, energia solare e forza lavoro” -in collaborazione con ‘Het Nieuwe Instituut’- l’iniziativa biennale organizzata dai pluripremiati designer Marjan van Aubel e Pauline van Dongen esplora il significato e le molteplici possibilità dell’energia solare. Per sette settimane, la Solar Biennale rappresenterà un’esperienza umana e culturale in grado di ispirare dando ampio spazio al senso di meraviglia, al design e all’immaginazione.

“Serve una prospettiva umana e nuova alimentata ad energia solare; lontano dalla sola idea di efficienza. Con La Biennale Solare mostriamo che il design è necessario per far sì che l’energia solare si integri nel nostro ambiente. Noi mostriamo un mondo in cui il nostro sole è molto di più e, molto più esplicitamente, centrale.”—Pauline van Dongen e Marjan van Aubel (co-fondatori di The Solar Biennale/The Solar Movement)

 

Una nuova prospettiva sull’energia solare

La Biennale Solare affronta il tema principale dell’energia solare attraverso cinque diverse ‘lenti’, cioè da diverse prospettive, ognuna a suo modo molto significativa: personale, sociale, ambientale, ecologica e digitale/virtuale. Il design solare è la chiave perchè tutti i tipi di prodotti, superfici ed edifici possano essere trasformati in modo integrato generando energia sostenibile. Le proposte e i programmi (in collaborazione con varie location, organizzazioni e designer come lo Studio Roosegaarde, lo Zoo Diergaarde Blijdorp, il Museum Boijmans Van Beuningen, il Next Nature Network di Rotterdam e la Dutch Design Week di Eindhoven) offre ai visitatori una visione critica ma accessibile all’interno del processo di cambiamento. Con la mostra “The Energy Show – Sole, energia solare e forza lavoro” Het Nieuwe Instituut nel Museum Park antistante il Depot, costituisce il cuore della Biennale. Questo vasto programma segna anche l’inizio di ‘The Solar Movement’: una rete capillare e internazionale, un invito e un manifesto sotto un unico titolo.

 

 





Dalla programmazione cittadina a Rotterdam fino ad una mostra internazionale con il sole come tema

 

L’8 settembre La Biennale Solare organizza la presentazione del libro ‘Solar Futures’, scritto da Marjan van Aubel.

Sabato 9 settembre verrà organizzato il ‘Seminario Solare’ che ha il proposito di confrontarsi su progettazione solare e generazione energetica. Tra i relatori olandesi Wim Sinke e Chantal Zeegers che condivideranno la loro visione e vari ospiti internazionali, ognuno

impegnato a condividere il proprio pensiero sul significato dell’energia solare. Il seminario è accessibile a tutti.

In collaborazione con la curatrice Matylda Krzykowski e ‘Het Nieuwe Instituut’, la Biennale Solare presenterà, in un programma culturale e sociale, le prospettive ecologiche della tecnologia solare in ordine cronologico.


The Energy Show – Sole, energia solare e forza lavoro

La mostra ‘The Energy Show – Sole, energia solare e forza lavoro’ verte sull livello di energia personale del visitatore e regala decine di esempi innovativi in una mostra interattiva. L’Energy Show può essere visto dal 3 settembre 2022 al 5 marzo 2023 al Het Nieuwe Instituut.

E’ previsto anche un programma interattivo ‘Sun in the City’, nel quale ‘The Solar Biennale’ va nelle strade di Rotterdam per comunicare con i residenti, in luoghi dove il sole risplende e le persone si incontrano, creando ispirazione e coinvolgendo in modo accessibile i cittadini sui temi dell’energia solare e nella transizione energetica.

www.thesolarbiennale.com
www.hetnieuweinstituut.nl

 

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sostenibilità, ultime notizie

 

UN TEAM DI ARCHITETTI, URBANISTI E UN ANTROPOLOGO LAVORANO A ROTTERDAM PER SVILUPPARE LE SOLUZIONI NECESSARIE CHE CI CONSENTANO DI INSTALLARE VILLAGGI SUI TETTI.

 

Rotterdam crea una nuova soluzione per migliorare il suo sviluppo urbano, i villaggi sui tetti (in olandese dakdorpen, rooftop villages). Un’iniziativa che unisce l’edilizia sostenibile alla realizzazione di una smart city più green.

I rooftop villages creano nuovi e speciali luoghi abittivi e contemporanemanete rappresentano una risposta alle varie sfide urbane: i tetti abitati infatti possono contribuire a risolvere problemi come la crisi climatica, la mancanza di abitazioni, la carenza d’acqua, le conseguenze urbane delle forti piogge e lo stress da caldo. La soluzione perfetta per una città come Rotterdam che ha più di diciotto chilometri quadrati di tetti piatti. In tutti i Paesi Bassi, sono circa seicento chilometri quadrati, un’area delle stesse dimensioni di Utrecht, Amsterdam e Rotterdam messe insieme.

Ed è questo lo scopo del team di urbanisti, architetti che insieme all’antropologa Renée Rooijmans hanno dato vita all’iniziativa dei Dakdorpen: indagare su come abitare i tetti e offrire soluzioni architettoniche.



Sfide urbane

Le città moderne devono affrontare molte sfide. L’aumento delle temperature che rende le città molto più calde rispetto alle zone rurali circostanti, con conseguente aumento della mobilità, cosa che, a sua volta, porta all’inquinamento atmosferico. Poi ci sono casi contrari dove sempre un maggior numero di persone vuole vivere in città con la conseguenza di una mancanza di alloggi. I Roofvillages possono rappresentare una risposta ad entrambe le problematiche che devono essere affrontate per garantire alle nostre città una crescita armoniosa rimanendo luoghi attrattivi e sani in cui vivere nei decenni a venire.

 

Tetti verdi

Esiste già una soluzione per affrontare le sfide ambientali: i tetti verdi che puliscono l’aria, rinfrescano edifici e città, forniscono habitat ecologici e convogliano l’acqua. Sfortunatamente, l’implementazione non è diffusa a causa dei costi elevati e della mancanza di introiti economici diretti, soprattutto per gli edifici già in essere.




Villaggi sui tetti o rooftop villages

I Rooftop Villages cercano di risolvere questa mancanza di ricavi economici rinforzando i tetti e rendendoli abitabili con piccole case compatte. In questo modo, possiamo cambiare il modello di business delle ristrutturazioni dei tetti verdi rendendoli economicamente interessanti. In questo modo, la capacità di ritenzione idrica della città aumenterà, la città si riscalderà di meno, la biodiversità e gli habitat per le specie aumenteranno, l’aria inquinata verrà pulita e verranno forniti alloggi a prezzi accessibili.

Il primo progetto pilota sarà realizzato nei prossimi mesi presso De Kroon, un makerspace e uno spazio di coworking situato a Rotterdam, che fungerà da proof of concept per attirare l’attenzione di investitori e cittadini interessati.

 

https://dekroonrotterdam.nl/

https://dakdorpen.nl/english

 

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eventi, sostenibilità, ultime notizie

La città brabantina sempre all’avanguardia nel settore tecnologico presenta due novità assolute

 

Zem, l’auto assorba smog

Viaggia in auto il più spesso possibile, perché fa bene all’ambiente. Sembra proprio che questa affermazione possa diventare presto una realtà: un gruppo di studenti di Eindhoven stanno mettendo a punto un’auto che può rimuovere 2 chilogrammi di CO2 dall’aria ogni anno cioè pari al 10 percento di quello che un albero cattura ogni anno.

 

La startup Lightyear è già riuscita a sviluppare un’auto solare con pannelli solari integrati, ma il team di studenti della TU/ecomotive, affiliato alla Eindhoven University of Technology proprio come Lightyear, sta facendo un ulteriore passo avanti con il loro progetto Zem, cioè un’auto in grado di togliere CO2 dall’aria. Ecco alcune domande alla leader del team Louise de Laat attualmente impegnata negli Stati Uniti per la promozione di questo innovativo progetto.

 

Un’auto che cattura più CO2 di quanta ne emetta, come funziona esattamente?

’Stiamo rendendo circolare l’auto utilizzando la ricarica bidirezionale (le auto elettriche bidirezionali non solo si ricaricano, ma possono anche funzionare come fonte di energia, ndr) e i pannelli solari. Ad esempio, abbiamo sviluppato un sistema che cattura la CO2 mentre l’auto è infunzione. Abbiamo sviluppato e implementato questo sistema quest’anno. È ancora in fase di costruzione, ma può già rimuovere dall’aria 2 chilogrammi di CO2 all’anno. Ciò equivale al 10 percento di ciò che un albero può assorbire all’anno’.



Possiamo immaginare che saranno necessarie anche stazioni di ricarica speciali con una raccolta per un filtro. A che punto siete in questo senso?

‘Sì, abbiamo sviluppato anche questo aspetto realizzando un’integrazione aggiuntiva che permette di rimuovere il filtro dall’auto e posizionarlo nella stazione di ricarica. Durante la ricarica dell’auto, il filtro viene anche pulito e il CO2 viene immagazzinato in un serbatoio esterno e può essere nuovamente utilizzato per la nutrizione delle colture agricole. Anche molte altre industrie si stanno attivanco per scindere il CO2 in carbonio e ossigeno’.


Affiderete la commercializzare ad un’altra azienda?

‘No, il nostro team vorrebbe continuare a gestire l’ecosistema dei filtri, stiamo chiedendo il brevetto’.


La CO2 rimossa può eventualmente essere convertita in nuova energia. Presto si potrà anche ricaricare il cellulare con la propria auto?

‘Sì perché l’auto viene caricata in modo bidirezionale e può anche essere vista come una fonte di energia per caricare il telefono, ad esempio’.


Sarebbe bello se questo sistema di filtri venisse utilizzato anche in altre auto…

‘Quest’auto può raggiungere i 120 chilometri orari, ma l’abbiamo impostato a 60 chilometri orari per motivi di sicurezza. L’idea è che un nuovo team di studenti continui a sviluppare l’auto il prossimo anno.


Investimenti multimilionari: a Eindhoven LionVolt sviluppa batterie che non prendono mai fuoco

Durano molto più a lungo, si caricano più velocemente e non prendono mai fuoco.

Purtroppo è successo: una bicicletta elettrica o un’auto elettrica ferme in un parcheggio che hanno preso fuoco. “Il rischio delle batterie bagnate è che il liquido presente all’interno si surriscaldi e bruci”, afferma Karl McGoldrick, direttore della startup di Eindhoven LionVolt “Non sono sicure e nemmeno sostenibili perché nella produzione vengono utilizzate sostanze chimiche”.

La soluzione? La batteria allo stato solido che è possibile realizzare ma difficile da commercializzare in quanto la produzione a volumi elevati è molto difficile.

A Eindhoven la LionVolt azienda dell’High Tech Campus e degli Istituti di ricerca TNO e Holst Center, si è assicurata 4 milioni di euro di investimenti racimolati a livello locale ma ancora non sono

sufficiente e si appellano ai Fondi di Crescita Nazionale (National Growth Fund).

Attraverso questo fondo governativo olandese destinato a rafforzare l’economia nazionale, la LionVolt spera di ottenere le sovvenzioni necessarie per sviluppare una linea di produzione di prova.

 

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Het Nieuwe Instituut di Rotterdam ospiterà a settembre 2022 la prima Biennale Solare, in cui creativi e scienziati collaboreranno in modo interdisciplinare per immaginare un futuro in cui tutto gira ad energia solare.

 

Ideato dai designer Marjan van Aubel e Pauline van Dongen, l’evento inizierà con una mostra all’Het Nieuwe Instituut di Rotterdam a settembre e proseguirà con un programma di sei settimane di seminari e workshop pratici, che culminerà con la Dutch Design Week di Eindhoven.

 

Coinvolgendo designer, architetti e artisti nella transizione verso l’energia rinnovabile, l’evento spera di mostrare come l’energia solare può essere integrata nel tessuto stesso dei nostri prodotti e nel nostro ambiente per alimentarlo in modo sostenibile. Lo scopo principale è quello di mostrare, attraverso opere ed eventi, che l’energia solare fa parte della nostra quotidianità.

 

 

Attraverso esempi e progetti rilevanti e stimolanti nel campo del design solare, The Solar Biennial mostrerà tutte le possibilità offerte dalla tecnologia solare, in modo che tutti abbiano il potere di riflettere su un futuro progettato grazie alla forza del sole.

Allo stesso tempo, questo evento pionieristico cerca di collegare i professionisti e promuovere le intersezioni tra le discipline al fine di sfruttare il potenziale dell’energia solare, nonché promuovere la conoscenza, l’istruzione e la sperimentazione per i progettisti di domani.

Sfruttare questa energia è fondamentale per raggiungere gli obiettivi climatici a zero emissioni e la Biennale solare spera di creare una visione di una “rivoluzione solare” alternativa, in cui gli oggetti di uso quotidiano, dai mobili agli accessori agli edifici, vengano dotati di celle fotovoltaiche questo permetterebbe alle persone di utilizzarli senza essere dipendenti dai bisogni energetici.

Sperando di promuovere un movimento solare anche dopo l’evento, Van Aubel e Van Dongen sono in trattative con Het Nieuwe Instituut e la città di Rotterdam perchè il museo in futuro possa funzionare esclusivamente ad energia solare.

Il progetto è quello di ospitare le future edizioni della biennale sempre in diversi paesi, in modo da creare una pluralità di prospettive, sia a livello locale che globale, sul nostro rapporto con il sole.

Maggiori informazioni:

https://thesolarbiennale.com/ 

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Il comune di Eindhoven ha lanciato un’applicazione per visitare le destinazioni dell’iniziativa “Vision of the Tunnel”. Una proposta per valorizzare le gallerie e i viadotti della città spesso vissuti come bui, scomodi o poco sicuri. Spazi che sono diventati musei a cielo aperto grazie alla street art che dal 2016 ne riempie le pareti e che ha avuto un effetto positivo su visitatori e locali.



Tun·nel·vi·sie, che potremmo tradurre con ‘visione a tunnel’, in olandese significa la maniera di affrontare un problema da un’unica prospettiva, senza essere aperti ad altre possibilità, e utilizzando questo gioco di parole, è stato an che il nome scelto per designare un progetto culturale che mira a proporsi come un laboratorio vivo attraverso il quale sfidare il mondo esterno tramite una visione alternativa e incoraggiarlo a trovare soluzioni originali.

 

La città di Eindhoven considera molto importanti l’aspetto e la decorazione dello spazio pubblico e soprattutto l’effetto diretto su come le persone vivono questi luoghi. Uno spazio pubblico gradevole aumenta la qualità della vita, influisce sulla percezione della sicurezza, può influenzare i comportamenti e incoraggia il sorriso.

 

Nel momento che un tunnel o un viadotto, dopo vari anni, necessitano degli interventi di manutenzione, si approfitta per riabilitarli attraverso la street art, trasformandoli in un’opera d’arte a cielo aperto e creando così un effetto positivo sia sui cittadini che sui visitatori. In questa maniera dal 2016 dozzine di tunnel, viadotti, muri ferroviari e altri luoghi dequalificati sono stati trasformati in una bellissima collezione di arte pubblica distribuita in tutta la città di Eindhoven. Una collezione di arte urbana che ora è riunita in un percorso visitabile a piedi o in bicicletta attraverso un’applicazione: la maniera perfetta per scoprire scorci e angoli sconosciuti della città con un semplice clic.

 

 

Maggiori informazioni:

https://www.eindhoven.nl/stad-en-wonen/stad/tunnelvisie#

 

https://storymaps.arcgis.com/stories/959536799f174dd6b3ec02ec6eb07d13
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Here We Are! Cioè Eccoci qui! È la mostra appena aperta al Kunsthal di Rotterdam, che celebra più di cento donne che sono state e sono responsabili della definizione del design nel corso della storia, un nuovo sguardo sulla storia del design moderno e contemporaneo. Attraverso mobili, ceramiche, cristalleria, gioielli, moda, grafica e tessuti che coprono un arco di 120 anni, la mostra, visitabile fino al 30 ottobre a Rotterdam, mette in luce il valore eclissato delle donne nel mondo del design.




I pezzi eccezionali della collezione del Vitra Design Museum costituiscono il punto di partenza per arrivare poi al movimento Bauhaus, passando dai design per interni di capsule spaziali. Dal design classico a quello contemporaneo: nelle mani delle donne il design ridefinisce una professione e trasforma la storia attraverso innovazioni sostenibili.

 

Pionieri sotto i riflettori

I disegni che le donne pioniere realizzano dall’inizio del secolo scorso hanno un posto meritato nella mostra Here We Are! Saranno esposti, tra gli altri, design iconici come la ‘Grasshopper Lamp’ di Greta Magnusson, la colorata poltrona in plastica di Liisi Beckmann e la ‘Ghost Chair’ in vetro di Cini Boeri. Altri pezzi di spicco includono opere moderniste dei famosi designer Charlotte Perriand, Eileen Gray e Clara Porset, che hanno creato i loro modelli leggendari all’ombra delle loro controparti maschili. Ma la mostra farà luce anche su alcune donne pioniere meno conosciute, come Louise Brigham, che nel 1909 pubblicò un libro rivoluzionario su come realizzare i propri mobili con materiali di scarto. In mostra anche un arazzo -raramente mostrato- dell’innovativa Gunta Stölzl, che fu la prima donna a dirigere un dipartimento al Bauhaus.


Progettare il futuro

Oggi, le donne stanno spingendo i confini di ciò che chiamiamo design cercando di capire a chi questo è destinato elaborando anche temi come la sostenibilità e la tecnologia d’avanguardia. La tedesca Julia Lohmann, ad esempio, sta sviluppando nuovi materiali dalle alghe, mentre l’olandese Christien Meindertsma sta studiando criticamente i processi di produzione. La loro sedia Flax è una sedia biodegradabile realizzata in lino fortificato. In mostra oltre al lavoro di altre designer olandesi come Hella Jongerius, sono presenti anche progetti internazionali come per esempio una sedia basata sulla cultura ciclistica indiana o un’installazione realizzata appositamente per la mostra creata per esprimere le esperienze personali delle designer nel continente africano. E, infine, i progetti di design sociale, urbano e della moda digitale, aprono una finestra sul futuro della progettazione in questi campi.


Maggiori informazioni:

https://www.kunsthal.nl/en/plan-your-visit/exhibitions/hereweare_en/

 

 

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Con 120 opere d’arte distribuite sui cinque piani dell’intera ala delle collezioni del museo, la mostra Delinking and Relinking invita a vivere l’arte in modo coinvolgente. A volte in senso letterale, toccandola, annusandola oppure ascoltandola; altre volte metaforicamente, dando espressione a diverse voci meno conosciute. Molto stimolante ma talvolta anche in forte conflitto, ‘Delinking and Relinking’ abbraccia più di un secolo di storia dell’arte, a partire da ‘Hommage à Apollinaire’ di Marc Chagall del 1913 fino al lavoro più recente della mostra ‘This Means Tableau’ di Laure Prouvost del 2019.

Un’esperienza multisensoriale

Con oltre 25 strumenti multisensoriali, tra cui testi in alfabeto Braille, formulazioni di aromi, disegni tattili e paesaggi sonori, ‘Delinking and Relinking’ rappresenta la prima mostra di una collezione completamente multisensoriale nei Paesi Bassi. Oltre ad arricchire l’esperienza museale per tutti, la mostra è accessibile a un vasto pubblico, inclusi visitatori con disabilità visive o uditive e persone su sedia a rotelle.

 


Cinque diversi tour multimediali

Il visitatore ha la possibilità di scegliere tra cinque tour gratuiti: un tour generale che copre l’intera mostra anche in versione famiglia, adatto a tutte le età. Se l’obiettivo invece è quello di approfondire temi specifici allora il Museo propone la scelta tra: il Body Encounters Tour, il Love Letters Tour o il Larger History Tour, tutti guidati attraverso l’app Smartify.

 

Da tutte le prospettive

Al fine di includere tutte le prospettive nella mostra, il museo ha avuto la collaborazione di esperti nel campo dell’accessibilità fisica, e delle teorie di genere (Office of Queer Affairs), e altri specifici gruppi di interesse, che hanno offerto la loro esperienza per una visione da altre prospettive.

 




Video: https://www.youtube.com/watch?v=q5XQShqZQq4 

Sito web:https://vanabbemuseum.nl/en/programme/programme/delinking-and-relinking/

 

DELINKING AND RELINKING

Mostra della collezione multisensoriale

18/09/2021 – 01/07/2024

Van Abbemuseum di Eindhoven

Curatori: Charles Esche, Diana Franssen, Steven ten Thije

 


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