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La vita di Johannes Vermeer è al centro del programma ‘Discover Vermeer’s Delft’, un percorso nel cuore della città sulle orme della vita dell’artista nella sua città natale (dal 10 febbraio al 4 giugno).

Dal 10 febbraio al 4 giugno 2023, Delft ospiterà un programma che porterà il visitatore a percorrere la città per scoprire la vita di Johannes Vermeer. Durante questo periodo, verranno organizzate varie attività legate a Vermeer sparse in città, una mostra al Museo Prinsenhof di Delft e sarà possibile acquistare merchandising dedicato all’artista. Il museo storico, le chiese, i canali e le case olandesi riporteranno in vita il passato e faranno rivivere i luoghi della Delft dove visse e lavorò Johannes Vermeer. Scoprire la Delft di Vermeer (Discover Vermeer’s Delft) sarà un’esperienza unica al mondo per esplorare la città dove visse il maestro olandese. Il programma si svolge parallelamente alla mostra La Delft di Vermeer (Vermeer’s Delft) al Museo Prinsenhof di Delft e alla grande mostra Vermeer al Rijksmuseum di Amsterdam.

 

LA MOSTRA LA DELFT DI VERMEER

Dal 10 febbraio al 4 giugno 2023, il Museum Prinsenhof Delft ospiterà un’ambiziosa mostra intitolata La Delft di Vermeer (Vermeer’s Delft). Questa mostra segue la stessa linea della campagna, concentrandosi sulla vita di Johannes Vermeer, il suo mondo e il suo legame con la città. Un ritratto della vita nel XVII secolo prende vita grazie ai capolavori dei pittori di Delft, a illustrazioni, libri e molti altri oggetti storici ed artistici.

 

UN PROGRAMMA CHE COINVOLGE TUTTA LA CITTÀ

Johannes Vermeer trascorse tutta la sua vita (1632-1675) vivendo e lavorando a Delft. Per questo programma sono state selezionate dodici location nel centro storico della città di Delft, che hanno avuto un ruolo essenziale nella vita di Vermeer e che saranno presto rese pubbliche. Dalla sua città natale ai luoghi dove si è ispirato per le sue celebri opere. Molti di questi luoghi sono rimasti immutati dai tempi di Vermeer e questo programma rappresenta quindi un’occasione unica per visitare proprio i luoghi dove l’artista era solito recarsi. Oltre a questi dodici luoghi, il programma Discover Vermeer Delft include diverse attività legate a Vermeer dove è possibile scoprire di più sul celeberrimo artista.

 

 

BIGLIETTI COMBINATI

C’è molto da vedere e da fare durante il programma Vermeer a Delft. Un biglietto combinato è l’ideale per le persone che vogliono visitare più attività. Le organizzazioni partecipanti includono il Museum Prinsenhof Delft, il Vermeer Centrum Delft, il Royal Museum Delft, il Rondvaart Delft e l’Oude e la Nieuwe Kerk a Delft. Con questo biglietto si potranno visitare i luoghi più importanti e interessanti a un prezzo conveniente. I biglietti combinati sono disponibili su sito delft.com/tickets e presso l’Ufficio turistico di Delft (VVV) per tutta la durata del programma Vermeer.

 

 

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ITINERA PR ITALIA

Paola Testoni 
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La vita di Vermeer è al centro di un’ambiziosa mostra che può essere visitata al Museo Prinsenhof di Delft dal 10 febbraio al 4 giugno 2023.

 

L’eccezionale mostra Vermeer’s Delft (La Delft di Vermeer) sarà ospitata al Prinsenhof Museum di Delft dal 10 febbraio al 4 giugno 2023. Nella mostra, la vita di Johannes Vermeer (1632-1675), la sua rete di relazioni e il suo rapporto con la città di Delft occuperanno un posto centrale. La mostra -basata su oltre 100 oggetti provenienti da collezioni olandesi ed estere, tra cui capolavori di pittori di Delft, oggetti di arte applicata, mappe, stampe, disegni, libri, documenti biografici e altri materiali d’archivio- avrà lo scopo di offrire un quadro del vivace clima culturale che si respirava nella città nel XVII secolo. La mostra si svolgerà in concomitanza con la mostra principale Vermeer al Rijksmuseum di Amsterdam.

L’UOMO DIETRO AL MITO

La Delft di Vermeer trasporta i visitatori nella Delft del XVII secolo dando loro la possibilità di incontrare varie persone della cerchia più stretta di Vermeer, come per esempio la suocera Maria Thins, il collega pittore Leonaert Bramer, il notaio di famiglia Willem de Langue, i collezionisti d’arte Maria de Knuijt e suo marito Pieter van Ruijven e il mastro fornaio Hendrick van Buyten, che era anche un collezionista d’arte. I visitatori incontreranno un uomo a tutto tondo: il Vermeer marito, genero, commerciante, padre di 15 figli e locandiere. Questo ci avvicinerà all’uomo dietro il mito e ci aiuterà a comprendere meglio come Vermeer sia diventato uno degli artisti più amati del XVII secolo.

 

UN PROSPERO CLIMA ARTISTICO

Vermeer era attivo a Delft in un momento in cui la pittura locale, e in particolare la pittura di genere a Delft, era al suo apice. Importanti maestri come Paulus Potter, Emanuel de Witte e Jan Steen hanno trascorso del tempo a Delft e pittori come Carel Fabritius, Gerard Houckgeest e Hendrick van Vliet hanno gettato le basi per importanti innovazioni artistiche, con il loro nuovo approccio alla prospettiva, allo spazio e alla luce. Johannes Vermeer ha beneficiato come nessun altro di questi stimoli artistici, che ha adattato ai propri scopi. La mostra presenta capolavori dei più importanti maestri di Delft del periodo 1550-1675: Pieter de Hooch, Jan Steen, Gerard Houckgeest, Cornelis de Man, Anthonie Palamedesz e Maria van Oosterwijck. Partendo dalle loro opere, ne uscirà una panoramica del clima artistico che circondò Vermeer e che lo plasmò come artista.

 



La Mezzana, 1622, Dirck van Baburen


CAPOLAVORI

‘La mezzana‘, del 1622, di Dirck van Baburen (Museum of Fine Arts, Boston), è un’opera chiave della mostra. Il dipinto potrebbe aver fatto parte della collezione di Maria Thins (la suocera di Vermeer, con la quale il pittore conviveva insieme a moglie e figli) visto che Vermeer dipinse quest’opera sulla parete di fondo della sua tela Donna seduta alla spinetta (National Gallery, Londra). Oltre a questo riferimento, Vermeer fu chiaramente influenzato nei suoi primi lavori dai maestri della scuola caravaggista di Utrecht, come lo stesso Van Baburen. Vermeer prese letteralmente in prestito il tema della mezzana.

Un altro capolavoro presente nella mostra è il dipinto del 1655 di Jan Steen ‘Il Borgomastro di Delft e sua figlia’ (Adolf e Catharina Croeser) del Rijksmuseum. Sebbene Steen sia stato attivo a Delft solo per un breve periodo, dipinse questo ritratto, eccezionalmente bello, del ricco mercante di grano Adolf Croeser e della figlia di tredicenne Catharina, che abitavano vicino a Steen. Nel quadro, Steen aggiunse due mendicanti che, accanto alla coppia benestante, focalizzavano l’attenzione sulla distanza tra ricchi e poveri nella benestante Delft. Una realtà che Vermeer visse in prima persona: dopo anni di prosperità – apparteneva alla classe agiata grazie al suo matrimonio con la facoltosa Catharina Bolnes – morì però povero lasciando moglie e figli indebitati. Dopo che il dipinto di Steen finì all’estero, il Rijksmuseum fu in grado di acquisirlo nel 2004.



Il Borgomastro di Delft e sua figlia (Adolf e Catharina Croeser), 1655, Jan Steen

ECCEZIONALE MATERIALE D’ARCHIVIO

Lo Stadsarchief (Archivio Civico) di Delft contiene dozzine di documenti relativi agli amici e colleghi di Vermeer e alle varie vicissitudini della sua famiglia: ​​inventari immobiliari, testamenti, atti di matrimoni e nascita, documenti di cause e certificati di sepoltura. Una selezione di materiale d’archivio che permette ai visitatori di essere veri testimoni di alcuni momenti della vita di vermeer e del suo entourage. Inoltre, i paesaggi urbani, le incisioni e le mappe del XVII secolo forniscono un’immagine fedele di Delft così come la vedeva e la viveva Vermeer. I visitatori tornano indietro nel tempo per entrare nel mondo così come lo ha vissuto l’artista.

 

AUDIOTOUR E PODWALK

L’audiotour della mostra (disponibile in tre lingue: inglese, olandese e francese) si concentra su coloro che sono vicini a Vermeer. In un podwalk (applicazione audio) di almeno tre puntate, la Delft di Vermeer prende vita nelle storie raccontate da esperti che “visitano” i luoghi più importanti della vita di Vermeer.

 

CATALOGO-LIBRO

Un libro riccamente illustrato sarà pubblicato in collaborazione con la casa editrice Waanders Uitgevers. 144 pagine, in inglese e olandese, € 29,95 (brossura) – con articoli del curatore David de Haan, dell’esperto di Vermeer Arthur K. Wheelock Jr., Babs van Eijk, Ingrid van der Vlis, in collaborazione con gli esperti di Delft Steven Jongma (archeologo ), Wim Weve (storico dell’architettura) e Bas van der Wulp (archivista).

 

BIGLIETTI GIORNALIERI ONLINE

Per gestire al meglio il numero di visitatori previsti, il museo si avvale di biglietti giornalieri. I biglietti online possono essere prenotati su www.prinsenhof-delft.nl. Si consiglia di prenotare in anticipo. Durante la mostra, il museo sarà aperto anche il lunedì.

UN PROGRAMMA CHE COINVOLGE L’INTERA CITTA’

Il Museo Prinsenhof Delft si trova nel cuore del centro storico cittadino, precisamente nel quartiere Vermeer, che circonda la zona del Mercato (Markt). L’impianto stradale seicentesco non è cambiato. I visitatori,  prima o dopo la mostra, potranno scoprire la Delft storica sulle orme di Vermeer. A tal fine, il Museo Prinsenhof Delft sta elaborando, in collaborazione con Delft Marketing, Vermeer Centrum Delft e aziende ed enti culturali cittadini, un esteso programma di visita della città.

 

BIGLIETTO COMBINATO VERMEER

A partire da gennaio 2023, saranno disponibili speciali biglietti combinati per Vermeer. Con il biglietto combinato Vermeer, i visitatori possono scegliere quali istituzioni visitare. Le istituzioni e le aziende partecipanti sono: il Prinsenhof Delft Museum, il Vermeer Centrum Delft, la Oude Kerk e la Nieuwe Kerk, il Royal Delft Museum e Canal Cruises Delft.

 

VERMER AD AMSTERDAM

Contemporaneamente alla mostra al Prinsenhof Delft Museum, il Rijksmuseum di Amsterdam ospiterà la prima mostra su Vermeer della sua storia. Con prestiti da tutto il mondo, questa promette di essere la più grande mostra di Vermeer di sempre. Per la preparazione della mostra, il Rijksmuseum ha fatto importanti indagini sull’arte di Vermeer, le sue scelte artistiche e le motivazioni delle sue composizioni, così come sul suo processo creativo. Su questo, il museo sta lavorando a stretto contatto con il Museo Mauritshuis de L’Aia.

 

 

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architettura, arte, design, eindhoven, eventi, sostenibilità, ultime notizie

Anche per le feste invernali 2022-2023 Eindhoven non poteva smentire la sua fama di capitale del design escogitando un’interessante alternativa alle tradizionali decorazioni natalizie che normalmente allietano i giorni più bui dell’anno.

 

IMPACCHETTIAMO LA CITTÀ!

Eindhoven diventa ancora più bella incartata da suggestive decorazioni di design luminoso in uno stile che ricorda la luccicante carta da regalo con cui vengono ben impacchettati i doni che con gioia si offrono in questo periodo dell’anno.

 

EINDHOVEN DIVENTA UN ENORME REGALO

Il concetto del progetto ‘Wrap up the year‘ consiste in una grande installazione interattiva e una serie di più piccole installazioni che ‘impacchettano festosamente la città’, per così dire. Con enormi pacchi regalo e le facciate degli edifici impacchettati da luci multicolor certamente il centro di Eindhoven si trasforma in una grande festa che attira l’attenzione dei visitatori. Nella pila dei regali e nelle vetrine, vengono costruiti diorami, il concetto diventa visibile anche attraverso carta da regalo, etichette e biglietti nell’entusiasmante stile di ‘Wrap up the Year’.

 

FESTA. MUSICA. CULTURA

A questo progetto viene legato un programma culturale con musica dal vivo e teatro di strada in giro per la città. Verranno anche allestite sale dove allestire laboratori per bambini con diverse attività creative. Per stimolare la fantasia e creare un good vibe verranno utilizzati colori, materiali, immagini e atmosfere che si adattano ai mesi più bui dell’anno: dal naturale e accogliente fino al glamorous e lussuoso.

 

TOTAL CONCEPT

Un totale concept che dovrebbe crescere e ampliarsi ulteriormente ogni anno che passa, con il coinvolgimento di imprenditori, settore culturale e organizzatori di eventi. Lo scopo? Quello di rendere Eindhoven ancora più attraente e accogliente in questo periodo dell’anno.

 

www.thisiseindhoven.com

 

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Il primo hotel all’interno del parco


Kaatsheuvel (Paesi Bassi), 17 novembre 2022 – Dopo mesi di preparazione, Efteling ha iniziato la costruzione della più rilevante offerta di alloggi: l’Efteling Grand Hotel. Sono stati scavati circa 10.000 m3 di sabbia dietro l’ingresso principale di Efteling e introdotti nel terreno 380 pali per un totale di 6 chilometri, sui quali sono stati gettati 2.500 m3 di calcestruzzo per creare le fondamenta dell’edificio. L’apertura dell’Efteling Grand Hotel è prevista per il 2024.


NUOVA AREA RIQUALIFICATA

L’Efteling Grand Hotel è la prima struttura ricettiva situata all’interno dei confini del parco. L’edificio avrà una posizione unica e di rilievo nella piazza vicino all’ ingresso principale del parco. In linea con la visione di Efteling, l’intera area sarà riqualificata. La nuova area vicino all’ingresso principale fungerà da copertina di un libro, segnando l’inizio e la fine di tutte le visite nel cuore del Mondo delle Meraviglie. La piazza tra l’ingresso principale e il nuovo hotel formerà un piacevole luogo verdeggiante sia per gli ospiti dell’hotel che per i visitatori del parco. Attraversando la piazza, passando tra alberi, arbusti e piante perenni pian piano si svelerà la visione del nuovo hotel. Il porticato alto 9 metri e largo 16 formerà un imponente ingresso per gli ospiti che accederanno al parco.


CONCETTO E ARCHITETTURA

Il concept dell’hotel è un’ode a Efteling, dove passato e presente si uniranno. Per Sander de Bruijn, capo progettista, questo era il focus del progetto: “Per Efteling Grand Hotel, mi sono in parte ispirato a una delle scene più piccole del parco:  L’Oca d’Oro. Progettato da Anton Pieck, questo tableau è stato posizionato sulla Piazza Anton Pieck nel 1958. L’orologio e gli ornamenti decorativi degli interni de L’Oca d’Oro si rifletteranno nella facciata dell’Efteling Grand Hotel. Man mano che l’hotel si svilupperà, i visitatori vedranno questa ispirazione anche nei pavimenti e nella palette dei colori”.


EFTELING GRAND HOTEL

L’hotel più grande del Mondo di Efteling si estenderà su sette piani e sarà largo 106 metri. L’Efteling Grand Hotel avrà 143 camere e circa 700 posti letto. Il nuovo hotel avrà una piscina, una spa e due ristoranti. A questi si aggiungeranno due negozi di souvenir con una superficie totale di 450 m2. I negozi e i ristoranti saranno accessibili sia ai visitatori dell’hotel che del parco.


www.efteling.com

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Il parco di Efteling nella magica veste invernale

Katsheuvel (Paesi Bassi). Per il 24° anno consecutivo, Efteling si è trasformato in Winter Efteling. Dal 14 novembre 2022 il favoloso parco tematico si è trasformato ancora una volta in un paradiso invernale con falò scoppiettanti, ghirlande suggestive e migliaia di luci scintillanti. Anche le attrazioni e gli abitanti del parco presentano ora una veste invernale e, dopo due anni, è tornata la pista di pattinaggio all’interno del parco. Il Warme Winter Weide, il nostalgico giardino d’inverno, è stato ampliato con la pista di pattinaggio sul ghiaccio scoperta, di cui i visitatori potranno usufruire fino al 5 marzo 2023.

IL GIARDINO D’INVERNO
Il giardino d’inverno Warme Winter Weide sarà caratterizzato da un intrattenimento specifico con spettacoli musicali quotidiani che riscaldano il cuore oltre a cibi e bevande corroboranti. I momenti salienti per i bambini includono l’incontro con i beniamini del parco: Pardoes il Mago e la Principessa Pardijn che accolgono i bambini su una slitta e la dolce fata Fay de Fee e Pinocchio che cercano di far nevicare. I visitatori possono godersi la musica del coro a cappella Zang & Gelukkig. Dal 10 dicembre, il Signor e la Signora Tempo del gruppo teatrale CARO, eseguiranno canti invernali nei fine settimana e nei giorni festivi nel Carousel Palace e ogni giornata si concluderà con il magnifico spettacolo con giochi d’acqua e luci colorate, Aquanura.

VIGILIA DI CAPODANNO
I visitatori possono festeggiare un incantevole Capodanno a Winter Efteling in quanto il parco e le sue attrazioni riaprono dalle 19.00 all’una di notte, con intrattenimento dal vivo aggiuntivo per i visitatori. Maggiori informazioni sul programma e sulla vendita dei biglietti sono disponibili su efteling.com.

PERNOTTAMENTI
Coloro che desiderano prolungare il soggiorno a Winter Efteling possono pernottare presso l’Hotel Efteling, l’Holiday Village Efteling Loonsche Land o l’Holiday Village Efteling Bosrijk. I pernottamenti includono sempre l’accesso illimitato al parco divertimenti.

www.efteling.com

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LA FEBBRE RETROFUTURISTA A EINDHOVEN: RIAPRE EVOLUON

L’Evoluon è stato costruito nel 1966 come museo della scienza e della tecnologia commissionato da Frits Philips per celebrare il 75° anniversario dell’azienda omonima. Dalla sua apertura, il museo è stato estremamente popolare, attirando più di 500.000 visitatori nel 1970 con le sue mostre educative e interattive sulla scienza e la tecnologia. E’ rimasto in funzione come museo fino a quando, nonostante molte proteste, ha chiuso le porte nel 1989. Questo iconico monumento nazionale sarà ancora una volta la sede di un futuro laboratorio di design e tecnologia a Eindhoven. Un luogo dove le persone possono imparare a sognare, costruire e vivere il futuro.

LA TECNOLOGIA COME LA NOSTRA PROSSIMA NATURA

Il futuro laboratorio offrirà le conoscenze e gli strumenti a tutti gli esseri umani sulla Terra per affrontare il cambiamento tecnologico. Cambiare per un futuro in cui la tecnologia si fonde con la natura; poiché la tecnologia è la nostra prossima natura. Next Nature esplora l’impatto della tecnologia sulle nostre vite e sul pianeta, non tornando indietro, ma andando verso la natura. I visitatori di Evoluon sono incoraggiati a riflettere su questo tema attraverso mostre, eventi, conferenze, formazione e pubblicazioni.

NEXT NATURE

Next Nature è una rete di creatori, pensatori, educatori e sostenitori. Con membri in 44 paesi, forma una rete internazionale per chiunque sia interessato al dibattito sul nostro futuro, dove biologia e tecnologia si incontrano. Con sede ad Amsterdam e Eindhoven, Next Nature guiderà l’Evoluon, insieme a partner dell’ecosistema unico di tecnologia e design di Eindhoven, come la Dutch Design Foundation, GLOW, TU/e, il concerto STRP Festival e l’Accademia del Design.

UN’AGENZIA PER VIAGGIARE NEL FUTURO

Mentre sono in corso i lavori per l’apertura completa al pubblico dell’edificio, prevista nel 2025, visitatori e turisti possono visitare già da ora una parte delle sue strutture sede di eventi, mostre e attività come Next Nature Future Travels: un’agenzia per viaggiare verso il futuro. I primi viaggiatori nel tempo viaggeranno attraverso la VR Time Machine, un’esperienza di realtà virtuale con l’Evoluon come spazioporto per questa futuristica agenzia di viaggi. Destinazione? Il grande futuro. Il viaggio porterà nel futuro e nello spazio fino alla fine della Terra, del sistema solare e dove tutto ha avuto inizio.

RETROFUTURISMO

Per andare avanti nel tempo, dobbiamo anche guardare indietro, al futuro passato. Per questo un’altra delle attività in programma è RetroFuture, la prima grande mostra al mondo sul futuro del passato che resterà aperta sino a fine novembre. Un viaggio nell’edificio futuristico dal gusto retrò. Viaggiare nel tempo, ancorati al presente e concentrati sul futuro. Sarà possibile?

www.nextnature.net


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architettura, arte, design, eventi, Rotterdam, ultime notizie

Una superficie di 10.000 m2 all’interno di un sito Unesco, dal 9 al 12 febbraio 2023: torna ART ROTTERDAM

 

La 24esima edizione di Art Rotterdam si svolgerà da giovedì 9 a domenica 12 febbraio 2023. La location è, come sempre, la Fabbrica Van Nelle, uno dei siti presenti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Su una superficie di 10.000 m2, oltre un centinaio di importanti gallerie olandesi e internazionali esporranno le opere di un mix riuscitissimo di artisti emergenti ed affermati.


NEW ART SECTION

La New Art Section, la sezione dedicata agli artisti emergenti, avrà un nuovo impulso in questa 24esima edizione. Situata proprio accanto all’ingresso, nella suggestiva ex fabbrica di caffè inondata di luce, è la sezione che per prima attrae l’attenzione del visitatore. Con sedici innovative presentazioni, la sezione New Art è sempre nell’occhio del mirino di collezionisti e professionisti del mondo dell’arte. Adiacenti a questa zona, si trovano due ristoranti accessibili direttamente dall’area d’ingresso.

Fons Hof, direttore di Art Rotterdam: ‘Con il posizionamento centrale della sezione New Art, desideriamo sottolineare i principi di base di Art Rotterdam cioè scoprire nuove forme d’arte e incoraggiare giovani talenti. Per molti artisti, Art Rotterdam significa l’inizio della loro carriera’.


ART ROTTERDAM

Art Rotterdam è l’evento di arte contemporanea dei Paesi Bassi più acclamato dalla critica. Ogni anno, Art Rotterdam mette in mostra gli ultimi sviluppi nelle arti visive. La forte attenzione per i giovani talenti, la diversità delle varie sezioni, il legame con la città di Rotterdam e l’affascinante location sono ciò che rende Art Rotterdam così unica. Per un numero crescente di amanti dell’arte, Art Rotterdam è una delle opzioni più interessanti nel calendario internazionale degli eventi di settore.


GALLERYVIEWER.COM

GalleryViewer.com è una piattaforma online concepita per Art Rotterdam con lo scopo di agevolare potenziali acquirenti d’arte con informazioni rilevanti per eventuali acquisti. Il sito dispone di un ampio database di opere d’arte, mostre e profili di artisti. Le oltre 90 gallerie partecipanti nei Paesi Bassi e in Belgio sono selezionate sulla base di un portfolio di alta qualità. GalleryViewer, progettato per fornire trasparenza e nozioni al grande pubblico, informa e promuove online l’esperienza di arte fisica che si svolge nella galleria.


Art Rotterdam 2023, da giovedì 9 a domenica 12 febbraio 2023

Location: Van Nelle Fabriek

Van Nelleweg 1, Rotterdam

www.artrotterdam.com


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design, ultime notizie

Dal 10 al 12 febbraio, la fiera del design OBJECT Rotterdam si svolgerà nuovamente nell’edificio HAKA. L’HAKA industriale fa da cornice a innumerevoli nomi affermati e giovani talenti del mondo del design. Dopo due edizioni estive, la piattaforma per i talenti del design torna come di consueto in calendario quest’inverno. Come negli anni precedenti, OBJECT è uno degli appuntamenti più attesi della Rotterdam Art Week e la location nell’edificio HAKA costituisce la base perfetta per andare alla scoperta del variopinto quartiere del Vierhavensgebied. Numerosi studi aprono le loro porte in questo quartiere di Rotterdam dove tra gli altri si possono anche visitare gli studi di design di Sabine Marcelis, Richard Hutten, Simone Post e Daan Roosegaarde. Gli amanti dell’arte e della cultura possono tranquillamente trascorrere una giornata abbinando la fiera alla visita di diversi e particolari spazi artistici come Brutus nella zona del Keilepand o vicino allo Steurgebouw.

Un booster di energia

Lo scouting di giovani talenti è già in pieno svolgimento. Ogni anno nomi sconosciuti nel campo dell’arredamento, del design industriale, della moda, della grafica, dell’illuminazione e del tessile vengono portati alla ribalta a Rotterdam. Per il designer, questo significa un primo passo nel campo professionale e per i visitatori è un’occasione per acquistare qualcosa di originale. La piattaforma interdisciplinare offre un’alternativa ludica a quella delle fiere di design più tradizionali e attrae professionisti e consumatori. Poter parlare direttamente con i designer, offre ai visitatori spunti interessanti e stimolanti che spesso danno vita a commissioni di opere. Possimao quindi dire che OBJECT costituisce un importante trampolino di lancio per l’ultima generazione di designer ed è conosciuto come un autentico driver del settore del design.

Accessibile a tutti

L’organizzazione ritiene importante mantenere il carattere inclusivo della fiera. “Noi accogliamo sempre tanti giovani e persone che di solito non entrano in una galleria o in un museo. La fiera deve rimanere accessibile sia agli espositori che ai visitatori, soprattutto ora che i prezzi stanno salendo alle stelle ovunque.” afferma Anne van der Zwaag, direttrice di OBJECT Rotterdam che resta ottimista per quello che concerne il futuro del settore del design. “L’interior design è importante per tutti e c’è molta curiosità circa le nuove tendenze e l’utilizzo di materiali sostenibili. Si nota che il design più attuale è particolarmente giocoso ed esuberante, come spesso succede in tempi di crisi”.

 

OBJECT Rotterdam 2023

HAKA-edificio | Indirizzo Vierhavens 38-42 | Rotterdam

venerdì 10 – domenica 12 febbraio 2023 | 11:00-18:00

I biglietti sono disponibili online e alla porta per € 15, e i bambini sotto i 12 anni sono gratuiti.

www.objectrotterdam.com

www.rotterdamartweek.info


Informazioni sull’edificio HAKA

L’edificio HAKA è stato progettato nel 1932 dagli architetti H.F. Mertens e J. Koeman come sede centrale della Cooperativa Groothandelsvereniging de Handelskamer. L’edificio fungeva da ufficio, fabbrica e silo di grano. L’importante edificio è di proprietà di Dudok Real Estate ed è stato nominato monumento nazionale nel 2002. Il Dudok Horeca Groep gestirà un bar pop-up durante i giorni della fiera.

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design, ultime notizie

Eindhoven è una città piena di design, non solo durante l’annuale Dutch Design Week. Con incubatori creativi, studi di design e spazi espositivi in abbondanza, il design, anche quello all’aria aperta, è protagonista tutto l’anno. Ma quando le giornate si accorciano e il buio ammanta la città di mistero è il momento di scoprire 10 luoghi di design luminoso in giro per la città!

Luce che respira

Il design della luce può essere ammirato in diversi punti di Eindhoven. Ad esempio, a Strijp-S. E’ qui aulla Torenallee che si trova l’illuminazione “respirante” un multifunzionale progetto illuminotecnico del LUX LAB che non solo illumina, ma risponde con colori diversi all’ambiente che lo circonda: una sera diventa di un blu funzionale mentre un’altra sera emana un piacevole color arancione. Al Living Lab di Stratumseind, l’illuminazione viene utilizzata anche per influenzare l’atmosfera circostante. Se si avverte un aumento del rumore e tensioni nei toni della voce, l’illuminazione è in grado di cambiare il proprio colore influenzando la mente in maniera positiva. E’ proprio grazie ad installazioni come quelle Intelligent Lighting Institute del Politecnico TU/e, che Eindhoven è divenuta famosa come la “Città della Luce”.

 

Roze Huisje (La casetta rosa)

Colpisce i sensi e l’immaginazione la Pink House dell’architetto e artista di Eindhoven John Körmeling. Un oggetto di design situato accanto al Van Abbemuseum che lo stesso progettista considera il ponte coperto più corto. In cima a questa minuscola casa, le lettere luminose scrivono “echt iets voor u”, che si traduce approssimativamente in “è qualcosa per te”. Da vedere.

 

Terrazza Calypso

Se si cammina lungo la Stratumseind, una delle vie più accoglienti e festose, è facile imbattersi nella specialissima Terrazza Calypso. Questa terrazza colorata, progettata da Aart van Asseldonk, a prima vista sembra un normale ritrovo ma da vicino si scopre che la costruzione è simile a un Lego; Ombrelloni, tavoli e sedie possono essere agganciati al suolo: perfetta tutto l’anno.

 

La pista ciclabile ispirata alla ‘Notte Stellata’ di Van Gogh progettata da Daan Roosegaarde

Il buio arriva presto in questa stagione ed è il momento perfetto per affittare una bicicletta e pedalare lungo la pista ciclabile progettata dal designer Daan Roosegaarde e ispirata alla ‘Notte Stellata’ di Van Gogh. Un progetto emozionante e poetico dove una miriade di ciottoli sul suolo di questo sentiero si illuminano nella notte: sognare un meraviglioso cielo stellato è incredibilmente facile.

 

Iets Hogers (Qualcosa di più alto)

La prima grande opera d’arte pubblica del designer Maarten Baas è visitabile gratis all’interno di DOMUSDELA. ‘Iets Hogers’ (Something Higher) consiste in una sala da pranzo alta circa 7,5 metri che diventa il luogo dove momenti di vita vissuta diventano design e arte. Nello stesso complesso, all’interno dell’Hotel Mariënhage, il protagonista è un mix ben riuscito di design olandese d’avanguardia, compresi i poetici progetti luminosi di Studio Drift.

 

Kei-Like

Un altro progetto luminoso che gioca con le emozioni è quello di Tessa Koot, situato sul de Markt (Piazza del Mercato). Uno dei tanti comuni lampioni è sostituito da “Kei-Like” un’istallazione di due lampioni uniti a forma di cuore. Semplice ma evocativo: la luce diventa emozione e suggestione. Ci piace.

 

Cercatore di Sole

Nel Victoriapark di Eindhoven si trova lo straordinario Sunseeker dello Studio VANTOT. Questa intelligente illuminazione stradale ad energia solare potrebbe essere paragonata ad un enorme girasole: le lampade infatti cerca letteralmente il sole e di notte regalano al parco emozioni e una buona dose di sicurezza.

 

Hovenring

Quando si parla di design nello spazio pubblico, probabilmente l’Hovenring non è la prima cosa che viene in mente. Tuttavia, questa pista ciclabile rotonda sospesa rispetto al traffico motorizzato, si adatta perfettamente a questo elestre. Il progetto dello Studio ipv Delft si è rivelato la soluzione ottimale per il flusso sicuro del traffico su due ruote in quest’area. In qualità di finalista dei Dutch Design Awards (2013) nella categoria Spatial – Exterior, questo futuristico “ponte per biciclette” può essere considerato non solo come funzionale ma anche come un ottimo esempio di design.

 

Piastrelle Rain(a)Way)

Siamo nel cuore del dinamico quartiere Woensel-West proprio davanti a KEVN ma prima di entrare per un caffè o per dare uno sguardo alla loro nuova esposizione, diamo un’occhiata alle piastrelle permeabili all’acqua davanti alla porta. Lo studio di progettazione e consulenza Rain(a)Way, anch’esso situato nell’edificio, è il cervello dietro a queste piasterlle di design che trasportano l’acqua piovana in tortuosi e divertente rivoletti verso il luogo di stoccaggio.

 

Uccelli fortunati

Design ludico? Sicuramente sì! Basta arrivare all’Ontdekfabriek e salire sulle quattro altalene a cestello situate proprio di fronte all’entrata di questo centro esperienzale per bambini. Chiamate Lucky Birds, queste altalene offrono una pausa giocosa durante la ricerca di più design in città. Divertitevi!

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Paola Testoni 

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RIJKSMUSEUM. LA PIÙ GRANDE MOSTRA SU VERMEER APRE A FEBBRAIO 2023: ECCO LA LISTA DELLE OPERE

Il Rijksmuseum ha annunciato l’elenco delle opere di Johannes Vermeer che saranno esposte nella mostra Vermeer dal 10 febbraio al 4 giugno 2023.


Il Rijksmuseum ha annunciato l’elenco delle opere di Johannes Vermeer che saranno esposte nella mostra Vermeer dal 10 febbraio al 4 giugno 2023.

 

Elenco delle opere:

  1. Donna che scrive una lettera, 1664–67, National Gallery of Art, Washington
  2. Donna seduta alla spinetta, c. 1670–72, National Gallery, Londra
  3. Donna in piedi alla spinetta, 1670–72, The National Gallery, Londra
  4. Allegoria della fede cattolica, 1670–74, The Metropolitan Museum of Art, New York
  5. Cristo in casa di Maria e Marta, 1654–55, National Galleries of Scotland, Edimburgo
  6. Diana e le ninfe, 1655–56, Mauritshuis, L’Aia
  7. Concerto interrotto, c. 1659–61, The Frick Collection, New York
  8. Donna che legge una lettera davanti alla finestra, 1657-58, Gemäldegalerie Alte Meister, Dresda
  9. Fanciulla con flauto, 1664–67, National Gallery of Art, Washington
  10. Ragazza con l’orecchino di perla anche conosciuta come ‘Ragazza col turbante’, 1664–67, Mauritshuis, L’Aia
  11. Ragazza con il cappello rosso, 1664–67, National Gallery of Art, Washington
  12. Fantesca che porge una lettera alla signora, c. 1665–67, The Frick Collection, New York
  13. Soldato con ragazza sorridente, 1657-58, The Frick Collection, New York
  14. Santa Prassede, 1655, Kufu Company Inc., Museo Nazionale di Arte Occidentale, Tokyo
  15. Geografo, 1669, Städel Museum, Francoforte sul Meno
  16. Bicchiere di vino, c. 1659-61, Staatliche Museen zu Berlin, Gemäldegalerie
  17. La merlettaia, 1666–68, Museo del Louvre, Parigi
  18. Lettera d’amore, 1669-70, Rijksmuseum, Amsterdam
  19. La lattaia, 1658-59, Rijksmuseum, Amsterdam
  20. La mezzana, 1656, Gemäldegalerie Alte Meister, Dresda
  21. Veduta di Delft, 1660-61, Mauritshuis, L’Aia
  22. Veduta delle case di Delft, conosciuta come “La stradina di Delft”, 1658-59, Rijksmuseum, Amsterdam
  23. Pesatrice di perle o Donna con la bilancia, ca. 1662–64, National Gallery of Art, Washington
  24. Donna in azzurro che legge una lettera, 1662-64, Rijksmuseum, Amsterdam
  25. Donna con collana di perle, c. 1662-64, Staatliche Museen zu Berlin, Gemäldegalerie
  26. Donna che scrive una lettera alla presenza della sua domestica, 1670–72, National Gallery of Ireland, Dublino
  27. Giovane donna seduta a una verginale, c. 1670-72, The Leiden Collection, New York
  28. Suonatrice di liuto, 1662–64, The Metropolitan Museum of Art, New York

Con prestiti da tutto il mondo, questa promette di essere la più grande mostra di Vermeer mai organizzata.

In vista della mostra, un team di importanti curatori, conservatori e ricercatori ha lavorato a stretto contatto per condurre nuove ricerche sui dipinti di Vermeer utilizzando la più recente tecnologia disponibile. Le intuizioni acquisite gettano nuova luce sulla vita e sul lavoro di Vermeer, sulle scelte artistiche e sulle motivazioni che animano le sue opere, nonché sul processo creativo alla base dei suoi dipinti.


È iniziata la vendita dei biglietti online.

Taco Dibbits, Direttore Generale del Rijksmuseum, ha dichiarato:

“Questa mostra offre un’opportunità senza precedenti di ammirare un numero così elevato di dipinti di Vermeer riuniti in un unico luogo. È una prospettiva entusiasmante per il pubblico e per tutti gli amanti di Vermeer, nonché per ricercatori, conservatori e storici dell’arte. Siamo estremamente grati ai musei e alle organizzazioni partner che hanno reso possibile questa mostra con prestiti eccezionali e generosi.’

La Mostra Vermeer

Almeno 28 dipinti della ristretta produzione artistica di Vermeer saranno prestati da musei e collezioni dall’Europa, dagli Stati Uniti e dal Giappone. Con un gesto straordinario, la Frick Collection presterà alla mostra tutti e tre i suoi capolavori di Vermeer: Concerto interrotto, Soldato con ragazza sorridente, Fantesca che porge una lettera alla signora. Nella mostra al Rijksmuseum sarà la prima volta che tutti e tre i dipinti vengono esposti insieme fuori da New York da quando sono stati acquisiti più di un secolo fa. Due dipinti sono stati sottoposti a un esame approfondito al Rijksmuseum prima della mostra.

Altri punti salienti includono La ragazza con l’orecchino di perla (Mauritshuis, L’Aia), il Geografo (Städel Museum, Francoforte sul Meno), Donna che scrive una lettera alla presenza della sua domestica (The National Gallery of Ireland, Dublino, Pesatrice di perle o Donna con la bilancia (The National Gallery of Art, Washington DC), il Bicchiere di Vino (Gemäldegalerie, Berlino), Suonatrice di liuto (Metropolitan Museum, NYC) e la Merlettaia (Louvre, Parigi) e Donna che legge una lettera davanti alla finestra, restaurata di recente dalla Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda. Il Rijksmuseum stesso possiede quattro capolavori di Vermeer: ​​la Lattaia, la Stradina, Donna in azzurro che legge una lettera e Lettera d’amore.

LA MOSTRA SARÀ PRESENTATA AL RIJKSMUSEUM DI AMSTERDAM DAL 10 FEBBRAIO AL 4 GIUGNO 2023 E SARÀ L’UNICA SEDE ESPOSITIVA.

Nuova ricerca

Le ultime ricerche hanno portato alla luce nuove fonti che fanno luce sul pittore e sulla sua storia personale. Oggi abbiamo quindi maggiori informazioni sulla sua posizione sociale, sull’ambiente in cui ha vissuto e sulla relazione con altri artisti e i suoi concittadini. Le moderne tecniche di scansione hanno accelerato la ricerca su Vermeer negli ultimi decenni. Un team di curatori, conservatori e ricercatori del Rijksmuseum ha collaborato a stretto contatto con i colleghi del Mauritshuis de L’Aia e dell’Università di Anversa per condurre nuove ricerche sui dipinti di Vermeer. Le tecniche utilizzate per questa indagine includono le avanzate tecnologie di scansione Macro-XRF e RIS.

Le recenti ricerche sul dipinto di Vermeer La lattaia hanno portato alla luce due oggetti presenti sulla tela del famoso artista: una brocca e un braciere che Vermeer ha successivamente ricoperto. Grazie alle scansioni tecnologicamente più avanzate si è riusciti a scoprire chiaramente questa pittura sottostante. Utilizzando una tecnologia simile, si è notata una pittura sottostante anche in altri dipinti come la Pesatrice di perle (o Donna con una bilancia) della National Gallery di Washington. La convinzione che Vermeer dipingesse lentamente e con grande riflessione deve quindi essere rivista. I risultati finali possono apparire quindi introspettivi e contemplativi, ma il suo metodo di lavoro era virtuosistico e rigoroso.

Gregor J.M. Weber, Responsabile Belle Arti del Rijksmuseum e co-curatore della mostra, ha dichiarato: “La tecnica pittorica di Vermeer ha sempre avuto una sorta di mistero. Come creava questo miracolo di luce e colore? Grazie alla scoperta di un primo schizzo in vernice nera, riusciamo ora a farci un’dea molto più completa del suo metodo di lavoro.’

Johannes Vermeer

Johannes Vermeer (1632-1675) visse e lavorò a Delft. Le sue opere sono soprattutto note per le loro scene interne tranquille e introspettive, per l’utilizzo, senza precedenti, di luce brillante e colorata e per il convincente illusionismo. In contrasto con Rembrandt, Vermeer ha lasciato un’opera straordinariamente piccola di soli 37 dipinti.

Pieter Roelofs, Responsabile Pittura e Scultura e co-curatore della mostra, ha dichiarato: “Il mistero di Johannes Vermeer, noto anche come la Sfinge di Delft, è rimasto legato all’artista per oltre 150 anni ed è diventato parte della sua reputazione. Poter collegare ciò che ora conosciamo della sua vita personale al suo lavoro, ci avvicina all’artista.’

 

Biglietti

I biglietti sono già disponibili per la prenotazione sul sito web del Rijksmuseum.

 

Pubblicazioni

Vermeer

Una pubblicazione che fornirà nuove informazioni su Vermeer accompagnerà la mostra. Tutte le opere di Vermeer saranno incluse e analizzate insieme.

Autori: Gregor J.M. Weber, Pieter Roelofs e altri.

Progettato da Irma Boom

320 pagine, edizione olandese e inglese, edizione tedesca e francese in preparazione

Pubblicato in collaborazione con Hannibal Books.

 

Johannes Vermeer. Fede, luce e riflessione

Autore: Gregor J.M. Weber

Progettato da Irma Boom

168 pagine, edizione olandese e inglese

Pubblicato dal Rijksmuseum

 

Miffy x Vermeer

Progettato da Irma Boom

40 pagine, edizione olandese e inglese

Pubblicato dal Rijksmuseum e Mercis

 

Esperienza online

Avvicinati a Vermeer attraverso un’esperienza online, con splendidi dettagli, racconti e gli ultimi approfondimenti sulla vita e l’opera del grande maestro. Disponibile sul sito web del Rijksmuseum a gennaio

 

Simposio

In collaborazione con il Mauritshuis, il Rijksmuseum organizzerà un simposio di due giorni nel marzo 2023, incentrato sulla recente ricerca tecnica e storico-artistica.

 

La Mostra Vermeer è stata possibile grazie al contributo parziale di Ammodo e dal Rijksmuseum International Circle.

 

 

Per maggiori informazioni e richiesta delle immagini con crediti:

Paola Testoni Ufficio Stampa Rijksmuseum Italia

+31 6 26 036 811 ptestoni@itinerapr.com

 

Elles Kamphuis, Ufficio stampa Rijksmuseum Amsterdam

+31 (0)20 6747000 o pressoffice@rijksmuseum.nl

 

 

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Lo spettacolo macabro che ruota in maniera inquietante


Kaatsheuvel, 31 ottobre 2022 – Danse Macabre, la nuova attrazione di Efteling che aprirà nel 2024, avrà uno spettacolare sistema di giostre non ancora costruito in nessun’altra parte del mondo. Lo spettacolo macabro che ruota in maniera inquietante farà presto ballare i visitatori al ritmo della musica da cui prende il nome l’attrazione stessa. Su una piattaforma girevole di un diametro di 18 metri, sormontata da sei piattaforme girevoli più piccole, ci saranno file da 6 sedili per un massimo di posti a sedere per 108 visitatori. La grande piattaforma si solleverà, si inclinerà e si muoverà come una moneta prima di cadere a terra. Danse Macabre farà parte di un’area a tema completamente nuova. I dintorni sono un ambiente misterioso in cui l’edificio dell’attrazione, alto 20 metri, cattura immediatamente l’attenzione. L’area a tema con catering, vendita al dettaglio e intrattenimento coordinato sarà presto la parte più inquietante di Efteling.

 


Sistema unico di movimenti

Intamin, il rinomato produttore svizzero di attrazioni per parchi a tema, ha lavorato a stretto contatto con Efteling per sviluppare un sistema di movimenti completamente nuovo per Danse Macabre. L’eccitante attrazione è una combinazione . La maniera migliore per descrivere Danse Macabre è quella di un viaggio da brivido con una tecnologia di spettacolo immersiva.




Famiglia Charlatan

Danse Macabre sarà ambientato nella parte più inquietante di Efteling, la raccapricciante foresta di Huyverwoud. Efteling sta introducendo un nuovo intrattenimento che si abbina alla nuova area tematica. Dal 19 novembre  , i visitatori vicino al cantiere di ‘Danse Macabre’ potranno avere un’anteprima della famiglia Charlatan e del loro straordinario organo a botte ‘Esmeralda’. La famiglia Charlatan ha viaggiato per il mondo da generazioni. Dopo molti anni di viaggi, la “professoressa dottoressa” Virginie Charlatan e suo marito Otto si sono alla fine trasferiti nella raccapricciante foresta di Huyverwoud. Virginie, in particolare, ne è certa. Si è preparata da tutta la vita per arrivare a vivere in questo posto inquietante.

 

Per maggiori informazioni:
https://www.efteling.com/it

Per scaricare le immagini:
https://www.efteling.com/en/press/image-library

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eventi, natura, ultime notizie

Settantanni Efteling, settantanni di fascino e allegria

 

Da quando ha aperto le porte 70 anni fa, il Parco di Efteling, ubicato nel sud dei Paesi Bassi, ha emozionato e divertito oltre 150 milioni di visitatori grazie alle sue poetiche favole del bosco incantato, ai brividi delle sue spericolate montagne russe e alle sue fantastiche e futuristiche attrazioni. Un mondo di magia con più di 65 ettari di superficie e 32 favolose attrazioni (incluso 6 montagne russe mozzafiato) dove vivono anche i protagonisti delle nostre fiabe: questo è il Parco di Efteling che vi aspetta nel cuore d’Europa!

 

La sua storia affonda nel ricco patrimonio culturale della tradizione fiabesca del nostro continente, e nel suo bosco naturale chiamato ‘La Foresta delle Fiabe’ troviamo, le scene tridimensionali e immersive di 30 favole come per esempio Biancaneve, Hansel e Gretel, Pinocchio e Cenerentola. Forte del suo passato, il parco di Efteling ha sempre guardato al futuro creando nuove attrazioni adatte a soddisfare la crescente domanda di un pubblico di tutte le età mantenendo l’incanto dei sogni di grandi e piccini. 

Efteling infatti oltre a conservare il patrimonio fiabesco europeo, è in grado di offrire degli spazi verdi spettacolari: un’educazione al rispetto dell’ambiente che si accompagna al concetto di sostenibilità che anima tutta l’organizzazione del parco.


 

Le radici del Parco nella tradizione fiabesca europea

Inaugurato nel 1952, Efteling è uno dei parchi di divertimento più antichi al mondo, in origine pensato per i bambini e con una forte connotazione fiabesca, offre ancor oggi un percorso immersivo in una stupenda foresta incantata dove tra la natura perfettamente conservata spiccano i luoghi e i personaggi tridimensionali della nostra lunga tradizione. Si entra così letteralmente nelle fiabe dei Fratelli Grimm o di Hans Christian Andersen ma anche in una foresta carica di profumi e musica melodiosa, che si espande in maniera misteriosa tra gli alberi: un’esperienza unica per piccoli e adulti. Non a caso questa magica atmosfera nacque grazie al contributo di eccellenza di Anton Pieck (1895-1987) famoso pittore e illustratore olandese noto per il carattere nostalgico e fiabesco delle sue opere apparse regolarmente anche in Italia su cartoline e calendari.



Una storia incantata di brividi e divertimento

Nei decenni seguenti Efteling si arricchisce di una miriade di attrazioni tra cui nel 1981 il famoso Python, all’epoca le prime montagne russe in acciaio dell’Europa continentale, con due anelli e un cavatappi e una velocità di 75 km orari.

Sforzi creativi e attenzione paesaggistica fanno sì che nel 1992 il Parco di Efteling riceva dalla IAAPA l’ambito ‘Applause Award’ come Miglior Parco Divertimenti del Mondo. Forte di questi successi Efteling continua a crescere fedele a questa linea: affiancare alla tradizione poetica e fiabesca, tanto eccitante divertimento, tutto inserito in una natura lasciata in tutti questi anni, rispettosamente intatta.

Il presente di Efteling

Il successo di Efteling viene attribuito prevalentemente all’alta qualità del suo design e alla capacità di aver saputo costruire un vero e proprio mondo fantastico e immersivo inserito nel verde della natura suddiviso in 5 reami, ognuno con delle proprie prerogative e fantastiche attrazioni: Marerijk (Reame delle Fiabe), Anderrijk (Reame Differente), Reizenrijk (Reame dei Viaggi), Ruigrijk (Reame del Brivido) e Fantasierijk (Reame della Fantasia).

Passeggiate poetiche si mescolano a ottovolanti da brivido e alle più svariate ed emozionanti attrazioni: proprio questa offerta estremamente variata e adatta a tutti i gusti e a tutte le età rappresenta una delle carte vincenti del parco che già nel 2017 sorpassava i 5 milioni di visitatori annui. Adulti, ragazzi e bambini, varcato il cancello di Efteling, trovano ad attenderli strabilianti attrazioni, come per esempio: ‘Symbolica: Palace of Fantasy’ oppure il sinuoso percorso acquatico del ‘Piraña’ ispirato alla cultura Inca, Maya e Azteca, l’incredibile dive-coaster ‘Baron 1898’, il favoloso cinema 4D ‘Fábula’ oppure ‘Droomvlucht’ il volo nel misterioso mondo dove vivono dolci fate e buffi troll, per citarne solo alcuni. Il parco è aperto tutto l’anno e durante l’inverno si ammanta di un’atmosfera tutta speciale.




Il ‘Mondo delle Meraviglie’

Oltre che al Parco di divertimenti, questo ‘Mondo delle Meraviglie’ possiede anche l’Efteling Hotel con 492 posti letto,  due villaggi-vacanze con hotel e bungalow: l’Efteling Bosrijk con 1694 posti letto e Loonsche Land con 1000 posti letto. A questa incredibile offerta di oltre 3000 posti letto si aggiungeranno i 700 dell’Efteling Grand Hotel con apertura prevista nel 2024. Villa Pardoes, un centro vacanze per bambini da 4 a 12 anni affetti da malattie gravi che possono godere gratuitamente dell’ospitalità insieme ai loro cari, e il Teatro di Efteling, costruito per gli spettacoli del parco, completano questa straordinaria offerta di ospitalità ed evasione.

 

Maggiori informazioni:

www.efteling.com/it

 

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La RIF010 è la prima priscina a onde all’aperto nel centro di una città

Questa è una vera anteprima visto che RIF010 sarà ultimata solo l’anno prossimo sul canale dello Steigersgracht, un antico corso d’acqua nel cuore della città. Sarà infatti a partire dall’estate del 2024 che RIF010 diventerà la nuova mecca per gli amanti degli sport acquatici. Una piscina con onde che scorreranno per tutta la lunghezza del canale permettendo a bambini e adulti di praticare sport come il surf, il bodyboard o il kayak

 

Onde perfette per tutti

Un’installazione meccanica sarà in grado di produrre onde alte 1,5 metri ogni 7 secondi. Un’onda ideale per navigare attraverso lo storico canale dove è possibile effettuare un percorso di circa 8-9 secondi. L’altezza delle onde può essere regolata dal meccanismo stesso: da un’onda a botte alta e regolare da creare nel pomeriggio per i surfisti più esperti fino ad un’onda media di 1,2 metri per i surfisti di livello intermedio nell’orario serale. In fondo alla piscina a onde, vicino alla spiaggia artificiale, la zona chiamata RIF2 è un paradiso per i più piccoli e i principianti con la sua onda più piccola e regolare.

 

 

Acqua cristallina

L’acqua del canale proviene dal fiume De Rotte, dove nel XIII secolo nacque la città di Rotterdam (che significa letteralmente ‘Diga sul Rotte’). Quest’acqua verrà filtrata per diventare cristallina e consentire a tutti di poter particare i propri sport preferiti in tutta sicurezza. RIF010 diventerà il luogo ideale non solo per praticare il surf, ma anche per seguire corsi di immersione. Inoltre, con un sub o una canoa, si potrà scoprire una nuova maniera di vivere Rotterdam. Tutte le attività saranno organizzate e coordinate da una beach house in legno situata sulle sponde del canale frasformato così in attrazione cittadina e punto di ritrovo per l’ampia community di amanti degli sport acquatici. La beach house ospiterà anche un ristorante con ampia terrazza, da dove godersi lo spettacolo delle varie attività sportive, e un negozio per surfer.

 

RiF010 con la sua organizzazione di attività sportive e sociali per ogni esigenza e livello, diventerà l’attrazione ideale per famiglie, giovani e turisti

 

Per maggiori informazioni:

https://rif010.nl/
https://en.rotterdam.info

 

 

 

 

 

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Una proposta che mira a dare visibilità alle continue trasformazioni della città come luogo di sperimentazione, dal 12 al 19 novembre

 

Le città stanno letteralmente cambiando sotto i nostri occhi. Ed è questo il tema, Urban Skin (Pelle Urbana), su cui è incentrato il programma dell’edizione 2022 dell’Eindhoven GLOW Festival. Un evento che quest’anno si svolgerà dal 12 al 19 novembre. Un gioco fantasmagorico di forme e pattern luminosi che apparendo e scomparendono trasformano i vari edifici, ma anche i vuoti, in una nuova entusiasmante città. Sin dalla prima edizione nel 2005 (con l’interruzione di due edizioni a causa della pandemia), GLOW si snoda in un percorso cittadino attraverso Eindhoven creando emozionanti spettacoli luminosi. Sono circa 700.000 le persone che ogni anno, camminando insieme lungo il percorso di GLOW, scoprono insieme queste oprere d’arte luminose e condividono esperienze ed emozioni uniche. Gli edifici, i parchi, i tetti, le strade di Eindhoven vengono usati da artisiti e programmatori come vere e proprie tele scure dove far emergere la poesia e l’incanto dei giochi luminosi di GLOW.

 

 

Opere d’arte luminose

Le opere d’arte includono proiezioni sull’edificio del museo cittadino Van Abbemuseum (un concetto di Hugo Vrijdag), la street art itinerante di Picto Facto con enormi e indimenticabili co-creazioni di artisti tecnologici locali come ASML (in collaborazione con l’artista della luce Dirk van Poppel) e DAF (con artista Michel Suk). Inoltre, proiezioni di interni ed esterni saranno proiettati in tutta la città, alternati a luce e acqua come elementi artistici. Più di 30 opere d’arte uniche, tutte accuratamente selezionate e commissionate per completare e dare un senso all’essenza del tema di quest’anno: ‘Pelle Urbana’ (Urban Skin). Inoltre, GLOW organizza una giornata informativa in cui verranno discussi temi chiave per il futuro, come illuminazione, inquinamento luminoso e sostenibilità.

 

 

L’impegno sostenibile di GLOW

Non è un caso che GLOW, il Festival della Luce di Eindhoven, organizzi anche un programma di tavole rotonde e convegni per parlare dell’aumento dei costi e dei consumi energetici, gli organizzatori del Festival, infatti, rendono pubblici i consumi energetici dell’evento in risposta alla preoccupazione per la crisi energetica. A riguardo alcune domande frequenti sono:


 

Quanto consuma GLOW?

Quest’anno GLOW ha 33 opere d’arte luminose che consumano un totale di 5.000 kWh di elettricità in 9 giorni (8 giorni + 1 notte di prove generali). Inoltre, l’organizzazione (per esempio gli alloggi temporanei per l’equipe, le prove, ecc.) consuma 2.000 kWh di energia elettrica.

Con l’obiettivo di rispondere alla richiesta dell’Unione Europea di risparmiare almeno il 10% sull’energia, durante quest’edizione dal lunedì al giovedì, GLOW spegnerà le luci un’ora prima. Cioè, alle 22:00 invece che alle 23:00. Un atto che farà risparmiare 500 kWh.

Complessivamente, il consumo energetico totale è quindi di 6.500 kWh. Ciò è paragonabile al consumo medio di circa 100 famiglie olandesi negli stessi 9 giorni. GLOW è una fondazione, il che significa che sono responsabili dei costi (extra) che questo consumo comporta.

 

In che modo GLOW ottiene l’energia che consuma?

GLOW si alimenta con diverse modalità:

Due opere non utilizzano la rete elettrica. Queste opere sperimentali si trovano nella zona dell’Anne Frankplantsoen e sono alimentate dall’acqua del fiume Dommel e dal movimento dei visitatori del GLOW stesso.

Tre delle opere di GLOW e le opere permanenti poste nella città di Eindhoven, utilizzano energia attraverso il Comune di Eindhoven che garantisce che si tratta al 100% di energia eolica prodotta nei Paesi Bassi.

Le opere restanti utilizzano l’energia della rete ordinaria proveniente dagli allacciamenti alla rete privata o commerciale.

GLOW non utilizza generatori.

 

GLOW in tempi di crisi energetica

Per le persone, la luce rappresenta un faro di speranza, una fonte di vita, gioia, meraviglia e connessione tra gli individui. Le persone hanno bisogno di luce, la luce è energia. Con una serie di ulteriori misure di risparmio energetico, il Festival GLOW cerca di ottenere il 10% di risparmio richiesto dall’Europa affinché il programma possa essere svolto in maniera responsabile.

 

Per maggiori informazioni:

https://gloweindhoven.nl/en/
www.thisiseindhoven.com

 

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Dal 22 al 30 ottobre è visitabile nella piazza della Ketelhuisplein di Eindhoven

Il padiglione principale di questa edizione della Dutch Design Week (DDW), che inizierà la prossima settimana a Eindhoven, è una collaborazione con la Rotterdam Solar Biennale con lo scopo di sottolineare l’aspetto poetico dell’energia solare che va oltre alla visione tecnologica ed economica che spesso prevale. Concepito come uno spazio per sperimentare la forza poetica del sole, il padiglione è un luogo di incontro energetico dove i visitatori possono sperimentare la natura sensoriale dell’energia solare. Un progetto firmato dagli Architetti V8 e Marjan van Aubel Studio, in collaborazione con Kameleon Solar: il risultato è lo sviluppo di un insieme di pannelli solari coloratissimi.




Trasformare la tecnologia solare in design solare

I Paesi Bassi sono conosciuti in tutto il mondo per le loro soluzioni di design. Nel tentativo di rendere il pianeta più sostenibile, sono numerose le iniziative che utilizzano tetti e campi agricoli per generare energia solare. Un approccio che si scontra sempre di più con il paesaggio e le città. Architetti, progettisti e designer si uniscono al dibattito in corso con una riflessione profonda sulla scarsità di materiali, spazio e circolarità. In questo senso, il Padiglione Solare raggiunge questo obiettivo forgiando coalizioni intelligenti e lavorando insieme ai partner sulle sfide urgenti che dobbiamo affrontare come società. Michiel Raaphorst di V8 Architects: “Attualmente, l’energia viene raccolta in modo tecno-funzionale. Vogliamo trovare un modo per integrare l’energia del sole nella nostra vita quotidiana, in modo da poterla abbracciare, amare e godere”. Marjan van Aubel: “L’energia solare ha bisogno di una nuova prospettiva, qualcosa di più personale che affondi nella nostra cultura. È tempo di design solare e questo padiglione dimostra questo cambiamento”.


Un progetto di economia circolare e cooperativa

Non è la prima volta che gli Architetti V8 e Marjan van Aubel Studio collaborano. In precedenza hanno lavorato insieme alla progettazione e costruzione del premiato padiglione olandese al Dubai World Expo. In questa occasione, entrambi gli studi, insieme ai fornitori di materiali, hanno unito le forze per costruire un padiglione che combina una costruzione “grezza” con una tecnologia delicata. Il padiglione è costituito da quattro robusti alberi d’acciaio tra i quali è tesa una lastra di pannelli solari di vetro. È un edificio completamente adattato all’economia circolare: utilizza componenti per l’energia e la costruzione standard presi in prestito che, dopo l’evento, verranno restituiti per un futuro riutilizzo.


Un’esperienza sensoriale

Il programma del Padiglione trasforma la raccolta dell’energia solare in uno spazio pubblico stimolante, con pannelli fotovoltaici che diventano più che semplici elementi tecnici. Attraverso uno studio cinematografico solare mobile istallato su una bicicletta, verranno registrati diversi incontri e spettacoli.

Il padiglione è composto da 3 spazi differenziati:

Il campo solare : un breve viaggio attraverso il tetto offre ai visitatori un’esperienza spettacolare di colore e luce in un campo di speciali pannelli solari di Kameleon Solar e sviluppati insieme allo Studio Marjan van Aubel.
La camera da letto: un ambiente intimo che protegge e riscalda il visitatore attraverso pannelli a infrarossi alimentati dall’energia solare.
Il Circolo: Il Circolo della Biennale Solare si muove di pari passo con le attività della Biennale. Sotto la luce radiante, si stimola la riflessione sull’energia solare anche attraverso l’organizzazione di incontri e spettacoli.

 

Il Solar Pavilion è l’ultima mostra nel programma della Biennale Solare e il luogo d’incontro centrale della Dutch Design Week


Per maggiori informazioni:

The Solar Biennale: https://thesolarbiennale.com/
Dutch Design Week: https://ddw.nl/
V8 Architects: https://v8architects.nl/en/
Marjan van Aubel Studio https://marjanvanaubel.com/

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Il team di studenti della Eindhoven University of Technology (TU/e) costruisce la casa autosufficiente RIPPLE, un edificio modulare a dispendio energetico zero che, grazie ad un’app, incoraggia i suoi residenti a vivere in modo più sostenibile

  

Il team di studenti di VIRTUe sta finalizzando i dettagli del progetto Ripple, un progetto di propria concezione che sarà completato questo autunno e che riduce l’impatto ambientale. La casa situata nel campus universitario del Politecnico TU/e (precisamente nel Koeveld accanto all’Auditorium) fa parte di Ripple, il concetto di alloggio sostenibile che incoraggia le persone in modo giocoso, attraverso un’app, a vivere e a farlo nel modo più economico. La casa, in gran parte costruita in legno, è completamente autosufficiente e dispone di diversi nuovi dispositivi intelligenti con cui i residenti possono vivere in modo più consapevole. L’ottanta per cento dei materiali è riciclato o riciclabile.

 

 




Stile di vita sostenibile

Inoltre, poiché gli studenti della Eindhoven University of Technology non volevano solo creare un luogo sostenibile in cui vivere, ma anche offrire l’opportunità ai residenti di adottare uno stile di vita sostenibile, il progetto include un’app in fase di sviluppo che mira a stimolare una vita più semplice ed economica. RecApp è una piattaforma sociale che consente ai residenti di guadagnare valute digitali, ad esempio, raggiungendo obiettivi di sostenibilità mensili come fare docce più brevi o acquistare cibo più sostenibile. Guadagno spendibile digitalmente per altri prodotti. “Vogliamo incoraggiare le persone in modo giocoso e positivo a iniziare a vivere in modo più sostenibile, a cosa serve una casa sostenibile se i residenti non vivono in modo sostenibile? ” dice Marianna Angelini del team di comunicazione VIRTUe.

 

Gli spazi della casa autosufficiente

L’edificio è composto da una stanza per ogni studente, un appartamento d’ingresso e una sala comune: ambienti che possono essere collegati a edifici preesistenti in modo relativamente semplice, quindi un modo per risolvere in parte la carenza di alloggi nelle aree urbane. Il nucleo è il cuore della casa, lo spazio al centro dell’edificio dove tutti i sistemi si incontrano e dove è posta la gestione dell’acqua e dell’energia e degli elettrodomestici intelligenti. Inoltre, la casa disporrà di uno schermo intelligente, chiamato EQUI, situato nella sala comune, che assicura che il consumo di energia elettrica sia distribuito nel modo più economico possibile durante il trascorrere della giornata. Il sistema dice all’utente quando è il momento migliore per accendere la lavatrice o avviare la lavastoviglie, ma aiuta anche a identificare il momento opportuno per caricare l’auto elettrica (scoraggiando a farlo se è una giornata nuvolosa, per esempio) o a pianificare le attività a seconda dell’elettricità disponibile. Infine, la casa è dotata di pannelli solari che non solo si trovano sul tetto, ma sono anche incorporati nella facciata e sono integrati nel progetto. Di conseguenza, sul tetto c’è più spazio per creare un luogo di ritrovo nel verde, senza sprecare energia solare. Ciò che colpisce è la cosiddetta cintura solare, una sorta di cintura di pannelli solari che ‘avvolge’ la casa consentendo di captare l’energia solare in qualsiasi momento della giornata. Ripple è costruito con legno recuperato dal padiglione che venne costruito nel campus come edificio di emergenza nel 1956 e che è stato recentemente demolito. Il progetto è stato presentato al Solar Decathlon (giugno 2022) e si è aggiudicato il secondo posto.

 

Per maggiori informazioni:

https://www.tue.nl/nieuws-en-evenementen/nieuwsoverzicht/17-08-2021-in-vijf-weken-bouwt-virtue-zelfvoorzienend-huis-als-onderdeel-van-duurzame-levensstijl/

https://www.youtube.com/watch?v=aOiSn1sa85Q

 


 

 

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Dal 22 al 30 ottobre, come ogni anno a partire dal 1998, a Eindhoven (Paesi Bassi) si svolge la Dutch Design Week (DDW).

Il più grande evento di design del Nord Europa presenta il lavoro e le idee di oltre 2600 designer a più di 350.000 visitatori dai Paesi Bassi e dall’estero. In più di 110 località in tutta la città, DDW organizza e facilita mostre, conferenze, cerimonie di premiazione, eventi di networking, dibattiti e feste.

Sebbene durante l’evento vengano vagliati tutti gli aspetti del design, l’enfasi è sulla sperimentazione, sull’innovazione e sui cross-over. Un’attenzione eccezionale ogni anno va al lavoro e allo sviluppo dei giovani talenti.

La DDW si concentra infatti sul design del futuro e sul futuro del design con l’obiettivo di mostrare come i designer di tutto il mondo possano collaborare alle sfide future di tutto il pianeta.


FORMA FANTASMA: ITALIAN AMBASSADORS



Questa edizione si contraddistingue anche per la forte presenza di designer italiani,  già a partire dal nome degli ambasciatori: il duo Andrea Trimarchi e Simone Farresin sostengono il pensiero olistico del design e la creazione di valore sin da quando hanno fondato il proprio studio Formafantasma nel 2009. Il loro obiettivo: comprendere meglio, facilitare e trasformare gli ambienti costruiti e naturali in cui viviamo. Formafantasma vede materiale, tecnica e le possibilità sociali ovunque, e ama aprirle alla discussione.

Miriam van der Lubbe, Direttore Creativo della DDW, parla così di loro:

“Formafantasma crea opere uniche, è concettualmente forte e spesso traduce poeticamente la visione in opere espressive e schiette. Il loro lavoro è presente in collezioni di tutto il mondo. Andrea Trimarchi e Simone Farresin hanno una capacità unica di collaborare con marchi leader sulla base delle proprie idee autonome. Sono motori di sviluppo del talento e non hanno paura di affrontare temi e temi di urgenza sociale”.

Formafantasma lavora dai suoi studi di Milano (Italia) e Rotterdam (Paesi Bassi) e abbraccia un ampio spettro di tipologie e metodi, dal design del prodotto al design spaziale, alla pianificazione strategica e alla consulenza progettuale. Che si tratti di un progetto su commissione o di un progetto auto-iniziato, lo studio presta sempre la stessa attenta attenzione al contesto, al processo e ai dettagli. Il suo portfolio è quindi caratterizzato da risultati di ricerca approfonditi e da un linguaggio visivo coerente.


Link immagini FORMAFANTASMA e Comunicato stampa in italiano:

https://drive.google.com/drive/folders/1Id3gjz5IoC7Nco8IFi-FEBgnnQ41v-J6

http://www.itinerapr.com/it/italiani-gli-ambasciatori-della-dutch-design-week-di-eindhoven/

 


PRESENZA ITALIANA

Accanto al duo Forma Fantasma ecco la lista delle presenze italiane:

Filippo Caprioli               

Sofia Lorenzo                

Alessandro Pozzi                           

Iper Collettivo                                

Martina Taranto   
Gabriele Cavallaro                                             
https://ddw.nl/en/programme/7930/no-space-for-waste

https://ddw.nl/en/programme/7919/isola-design-gallery

https://ddw.nl/en/programme/7921/rising-talents

https://ddw.nl/en/programme/7926/the-kids-are-playing-around-the-pool

https://ddw.nl/en/programme/8096/materialized

Andrea Dori                                   

Esteban Gomez Rosselli              

 

Cliccando suI link rispettivo al designer si va alla presentazione del suo progetto e al relativo mediakit dove poter scaricare le immagini.

 


Link immagini eventi DDW:

https://drive.google.com/drive/folders/1rgtToACt7jMJAzIwYN0e-ckiZiP29wOu

Link immagini logo DDW:

https://drive.google.com/drive/folders/1buzYmss_zNiliEIPJ7gTzhdUzuSYFJDq

Per il programma in italiano:

http://www.itinerapr.com/it/la-settimana-del-design-olandese-22-ecco-il-prgoramma/

 


Per maggiori informazioni:

Paola Testoni ptestoni@itinerapr.com 
Telefono e whatsapp 0031 6 26 036 811

Per accredito stampa:

https://ddw.nl/en/press

 

22-30 OCTOBER 2022 | DDW.NL

#DDW22 | #HEYDDW

 

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eventi, sostenibilità, ultime notizie

La città brabantina sempre all’avanguardia nel settore tecnologico presenta due novità assolute

 

Zem, l’auto assorba smog

Viaggia in auto il più spesso possibile, perché fa bene all’ambiente. Sembra proprio che questa affermazione possa diventare presto una realtà: un gruppo di studenti di Eindhoven stanno mettendo a punto un’auto che può rimuovere 2 chilogrammi di CO2 dall’aria ogni anno cioè pari al 10 percento di quello che un albero cattura ogni anno.

 

La startup Lightyear è già riuscita a sviluppare un’auto solare con pannelli solari integrati, ma il team di studenti della TU/ecomotive, affiliato alla Eindhoven University of Technology proprio come Lightyear, sta facendo un ulteriore passo avanti con il loro progetto Zem, cioè un’auto in grado di togliere CO2 dall’aria. Ecco alcune domande alla leader del team Louise de Laat attualmente impegnata negli Stati Uniti per la promozione di questo innovativo progetto.

 

Un’auto che cattura più CO2 di quanta ne emetta, come funziona esattamente?

’Stiamo rendendo circolare l’auto utilizzando la ricarica bidirezionale (le auto elettriche bidirezionali non solo si ricaricano, ma possono anche funzionare come fonte di energia, ndr) e i pannelli solari. Ad esempio, abbiamo sviluppato un sistema che cattura la CO2 mentre l’auto è infunzione. Abbiamo sviluppato e implementato questo sistema quest’anno. È ancora in fase di costruzione, ma può già rimuovere dall’aria 2 chilogrammi di CO2 all’anno. Ciò equivale al 10 percento di ciò che un albero può assorbire all’anno’.



Possiamo immaginare che saranno necessarie anche stazioni di ricarica speciali con una raccolta per un filtro. A che punto siete in questo senso?

‘Sì, abbiamo sviluppato anche questo aspetto realizzando un’integrazione aggiuntiva che permette di rimuovere il filtro dall’auto e posizionarlo nella stazione di ricarica. Durante la ricarica dell’auto, il filtro viene anche pulito e il CO2 viene immagazzinato in un serbatoio esterno e può essere nuovamente utilizzato per la nutrizione delle colture agricole. Anche molte altre industrie si stanno attivanco per scindere il CO2 in carbonio e ossigeno’.


Affiderete la commercializzare ad un’altra azienda?

‘No, il nostro team vorrebbe continuare a gestire l’ecosistema dei filtri, stiamo chiedendo il brevetto’.


La CO2 rimossa può eventualmente essere convertita in nuova energia. Presto si potrà anche ricaricare il cellulare con la propria auto?

‘Sì perché l’auto viene caricata in modo bidirezionale e può anche essere vista come una fonte di energia per caricare il telefono, ad esempio’.


Sarebbe bello se questo sistema di filtri venisse utilizzato anche in altre auto…

‘Quest’auto può raggiungere i 120 chilometri orari, ma l’abbiamo impostato a 60 chilometri orari per motivi di sicurezza. L’idea è che un nuovo team di studenti continui a sviluppare l’auto il prossimo anno.


Investimenti multimilionari: a Eindhoven LionVolt sviluppa batterie che non prendono mai fuoco

Durano molto più a lungo, si caricano più velocemente e non prendono mai fuoco.

Purtroppo è successo: una bicicletta elettrica o un’auto elettrica ferme in un parcheggio che hanno preso fuoco. “Il rischio delle batterie bagnate è che il liquido presente all’interno si surriscaldi e bruci”, afferma Karl McGoldrick, direttore della startup di Eindhoven LionVolt “Non sono sicure e nemmeno sostenibili perché nella produzione vengono utilizzate sostanze chimiche”.

La soluzione? La batteria allo stato solido che è possibile realizzare ma difficile da commercializzare in quanto la produzione a volumi elevati è molto difficile.

A Eindhoven la LionVolt azienda dell’High Tech Campus e degli Istituti di ricerca TNO e Holst Center, si è assicurata 4 milioni di euro di investimenti racimolati a livello locale ma ancora non sono

sufficiente e si appellano ai Fondi di Crescita Nazionale (National Growth Fund).

Attraverso questo fondo governativo olandese destinato a rafforzare l’economia nazionale, la LionVolt spera di ottenere le sovvenzioni necessarie per sviluppare una linea di produzione di prova.

 

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arte, eventi, ultime notizie


Rafael Gomezbarros, ‘Casa Tomada’, Rijksmuseum. Photo: Henk Wildschut

 

Settecento formiche dell’artista colombiano Rafael Gomezbarros hanno occupato le aree pubbliche del Rijksmuseum, dal pavimento al soffitto. Con questa installazione intitolata ‘Casa Tomada’ Gomezbarros desidera attirare l’attenzione sul tema della migrazione e dello sfollamento forzato della popolazione. Le formiche simboleggiano l’operosità, la resilienza e lo spirito di cooperazione delle persone costrette a lasciare le proprie case a causa di disordini politici, violenze, condizioni economiche o cambiamenti climatici.

 

L’installazione fa parte di Crawly Creatures (Creature striscianti), la prossima mostra del Rijksmuseum sulla percezione e il simbolismo mutevoli nelle arti e nelle scienze di piccoli animali come rospi, serpenti, formiche e ragni. ‘Casa Tomada’ sarà visibile da oggi in vista della mostra Crawly Creatures, che durerà dal 30 settembre 2022 al 15 gennaio 2023.

 

La mostra è stata possibile anche grazie al sostegno della Don Chisciotte Foundation attraverso il Rijksmuseum Fund.

 

 

Uso il mio lavoro per evocare l’immagine di viaggiatori e immigrati in diverse città. Per raggiungere questo obiettivo realizzo interventi nello spazio pubblico, innescando interazioni tra il pubblico, il luogo e Casa Tomada. Voglio in questo modo avviare una conversazione su argomenti delicati come lo sradicamento e un nuovo ordine sociale.

–Rafael Gomezbarros

 

Casa Tomada
L’installazione ‘Casa Tomada’ (House Taken, Casa Conquistata) di Rafael Gomezbarros (1972, Santa Marta, Colombia) comprende centinaia di formiche fatte a mano, ciascuna lunga quasi un metro. Il titolo dell’opera è un riferimento all’omonimo racconto del 1946 dell’autore argentino Julio Cortázar. Racconta la storia di una casa che viene gradualmente conquistata, spingendo gli occupanti a fuggire. La migrazione e lo sfollamento forzato degli esseri umani sono al centro di questo lavoro. L’installazione di Gomezbarros è una risposta alla guerra civile colombiana (1964-2016), che ha portato milioni di colombiani a dover lasciare le loro case.

L’artista ha modellato i corpi delle formiche da calchi di teschi umani, che sono ricoperti di sabbia colombiana, quindi ha legato insieme i calchi usando strisce di cotone di magliette comunemente indossate dai lavoratori agricoli colombiani, una fascia della popolazione gravemente colpita dai conflitti avvenuti all’interno del paese. Le zampe delle formiche sono ricavate dai rami profumati della pianta del gelsomino che, durante la guerra civile, venivano usati per mascherare l’odore dei corpi delle vittime.

 

‘Casa Tomada’ è stata esposta dal 2008 in vari paesi con diversi contesti politici. Tra le città possiamo citare: Bógota, Manchester, Skåne, Santo Domingo, Santa Marta e Linz. Dove l’installazione viene mostrata, acquisisce un nuovo significato in base al contesto locale.

 

Rafael Gomezbarros
Per maggiori informazioni su Rafael Gomezbarros, potete visitare Gomezbarros home

 

Prossimamente al Rijksmuseum

Insieme alla mostra Creature striscianti (Crawly Creatures) il Rijksmuseum presenta Document Nederland: (Duurzaam/Tene/Sustain) dal 24 settembre, e Clara the Rhinoceros (Clara il Rinoceronte) dal 30 settembre.

 

 

Clicca qui per scaricare l’immagini dell’installazione ‘Casa Tomada’ presentata al Rijksmuseum di Amsterdam.

 

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Il duo Andrea Trimarchi e Simone Farresin dello Studio FORMAFANTASMA nominati ambasciatori della DDW dal 22 al 30 ottobre 2022

Formafantasma insieme a Marjan van Aubel sono gli ambasciatori della 21esima edizione della Dutch Design Week (DDW). I due studi sono impegnati nello sviluppo di lavori e progetti appositamente pensati per questa edizione con lo scopo di presentare il tema ‘Get Set: We’re on a mission’ (‘Preparati: siamo in missione’).


Eindhoven e la DDW

Ogni anno, DDW chiede alle personalità del campo del design di assumere il ruolo di sostenitori del design in generale e della DDW più in particolare. Secondo la Dutch Design Foundation (DDF) – l’organizzazione dietro DDW – i tre ambasciatori rappresentano ancora una volta le voci più contemporanee e significativei nel mondo del design di oggi e in quello del prossimo futuro. La novità di quest’anno è che gli ambasciatori utilizzano anche la loro posizione di designer affermati e ambasciatori DDW per includere giovani talenti del design nella loro missione. Negli ultimi 20 anni, la DDW si è profilata come un festival che enfatizza il design del futuro e il futuro del design. Con questo focus, la DDW mostra il lavoro di menti creative di tutto il mondo, designer che stanno plasmando un futuro positivo. Il loro lavoro ha il potenziale per avere un impatto sulla nostra società per anni e decenni a venire. E la DDW è il luogo dove mostrare, rivedere e confrontarsi con queste idee.


Formafantasma

Il duo italiano composto da Andrea Trimarchi e Simone Farresin, sin da quando ha fondato il proprio studio Formafantasma nel 2009, sostiene una visione olistica del design e l’importanza del valore della creazione. L’obiettivo del loro lavoro è comprendere, facilitare e trasformare al meglio gli ambienti costruiti e naturali in cui viviamo. Formafantasma guarda alla materia e alle possibilità tecniche e sociali ovunque presenti, per poter poi aprire un dibattito su questi temi.

Formafantasma lavora dai suoi studi di Milano e Rotterdam, nei Paesi Bassi, e abbraccia un ampio spettro di tipologie e metodi, dal design del prodotto al design spaziale, alla pianificazione strategica e alla consulenza progettuale. Che si tratti di un progetto su commissione o di un progetto autonomo, lo Studio presta sempre la stessa profonda attenzione al contesto, al processo e ai dettagli creativi. Il suo portfolio è quindi caratterizzato da risultati di ricerca approfonditi e da un linguaggio visivo coerente.

Il commento del Direttore Creativo della DDW Miriam van der Lubbe sulla nomina di Formafantasma come ambasciatore della DDW 2022:

“Formafantasma crea opere uniche, è concettualmente forte e spesso traduce poeticamente la sua visione in opere espressive e schiette. Il loro lavoro è presente in collezioni di tutto il mondo. Andrea Trimarchi e Simone Farresin hanno una capacità unica di

collaborare con marchi leader sulla base delle proprie idee autonome. Sono motori di sviluppo del talento e non hanno paura di affrontare argomenti e temi di urgenza sociale”.



Marjan van Aubel

Marjan van Aubel Studio è uno studio di progettazione solare innovativo e pluripremiato che inserisce l’energia solare nella vita di tutti i giorni. Progetta e promuove una visione positiva del futuro combinando sostenibilità, design e tecnologia. Lo Studio crea rinnovamenti duraturi grazie al design solare, dove la forza del sole è perfettamente integrata nei nostri ambienti, edifici e oggetti. L’obiettivo è rendere l’energia solare più accessibile a tutti.

Marjan ha collaborato con marchi globali tra cui Cos, Timberland e Swarovski, con l’obiettivo di accelerare la transizione energetica globale all’energia solare. Le opere più importanti del suo studio sono Sunne, Current Table, Power Plant e il tetto del Padiglione Olandese all’Expo 2020 di Dubai. Marjan è co-promotore della prima edizione di ‘The Solar Biennale’ e di ‘The Energy Show’, una mostra incentrata sul sole, l’energia solare e la manodopera. Entrambe le iniziative si svolgeranno nella città di Rotterdam.

Il commento del Direttore Creativo della DDW Miriam van der Lubbe sulla nomina di Marjan van Aubel come ambasciatore della DDW 2022:

“Lo Studio Marjan van Aubel è un vero pioniere nel campo della progettazione solare e porta questo argomento alla ribalta con sorprendente urgenza. Il suo lavoro unisce innovazione, sostenibilità, design e tecnologia. Marjan mette sulla mappa il vero potenziale dell’energia solare integrandolo nel design del suo prodotto, dimostrando così quanto può essere potente il design. Marjan van Aubel Studio è leader nel design e nell’imprenditorialità che mostra la necessità di collaborazioni intelligenti. Marjan è un esempio per le generazioni future: stimolante, motivato e ambizioso”.

 

Programma e vendita biglietti online

La vendita dei biglietti per DD22 è già iniziata e la prima parte del programma è online. Altre mostre, conferenze e altre attività verranno aggiunte nelle prossime settimane. www.ddw.nl

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THE SOLAR BIENNALE X THE ENERGY SHOW 9 SETTEMBRE – 30 OTTOBRE 2022

THE ENERGY SHOW 3 SETTEMBRE 2022 5 MARZO 2023

 

La prima edizione della Solar Biennale si svolgerà a Rotterdam dal 9 settembre al 30 ottobre con lo scopo di lanciare un chiaro messaggio: per ottenere la possibilità di sfruttare al meglio il potere del sole, bisogna andare oltre al pensiero tecnocratico.

Con un seminario, un programma educativo che coinvolge tutta la città di Rotterdam, laboratori solari e l’ampia mostra “The Energy Show – Sole, energia solare e forza lavoro” -in collaborazione con ‘Het Nieuwe Instituut’- l’iniziativa biennale organizzata dai pluripremiati designer Marjan van Aubel e Pauline van Dongen esplora il significato e le molteplici possibilità dell’energia solare. Per sette settimane, la Solar Biennale rappresenterà un’esperienza umana e culturale in grado di ispirare dando ampio spazio al senso di meraviglia, al design e all’immaginazione.

“Serve una prospettiva umana e nuova alimentata ad energia solare; lontano dalla sola idea di efficienza. Con La Biennale Solare mostriamo che il design è necessario per far sì che l’energia solare si integri nel nostro ambiente. Noi mostriamo un mondo in cui il nostro sole è molto di più e, molto più esplicitamente, centrale.”—Pauline van Dongen e Marjan van Aubel (co-fondatori di The Solar Biennale/The Solar Movement)

 

Una nuova prospettiva sull’energia solare

La Biennale Solare affronta il tema principale dell’energia solare attraverso cinque diverse ‘lenti’, cioè da diverse prospettive, ognuna a suo modo molto significativa: personale, sociale, ambientale, ecologica e digitale/virtuale. Il design solare è la chiave perchè tutti i tipi di prodotti, superfici ed edifici possano essere trasformati in modo integrato generando energia sostenibile. Le proposte e i programmi (in collaborazione con varie location, organizzazioni e designer come lo Studio Roosegaarde, lo Zoo Diergaarde Blijdorp, il Museum Boijmans Van Beuningen, il Next Nature Network di Rotterdam e la Dutch Design Week di Eindhoven) offre ai visitatori una visione critica ma accessibile all’interno del processo di cambiamento. Con la mostra “The Energy Show – Sole, energia solare e forza lavoro” Het Nieuwe Instituut nel Museum Park antistante il Depot, costituisce il cuore della Biennale. Questo vasto programma segna anche l’inizio di ‘The Solar Movement’: una rete capillare e internazionale, un invito e un manifesto sotto un unico titolo.

 

 





Dalla programmazione cittadina a Rotterdam fino ad una mostra internazionale con il sole come tema

 

L’8 settembre La Biennale Solare organizza la presentazione del libro ‘Solar Futures’, scritto da Marjan van Aubel.

Sabato 9 settembre verrà organizzato il ‘Seminario Solare’ che ha il proposito di confrontarsi su progettazione solare e generazione energetica. Tra i relatori olandesi Wim Sinke e Chantal Zeegers che condivideranno la loro visione e vari ospiti internazionali, ognuno

impegnato a condividere il proprio pensiero sul significato dell’energia solare. Il seminario è accessibile a tutti.

In collaborazione con la curatrice Matylda Krzykowski e ‘Het Nieuwe Instituut’, la Biennale Solare presenterà, in un programma culturale e sociale, le prospettive ecologiche della tecnologia solare in ordine cronologico.


The Energy Show – Sole, energia solare e forza lavoro

La mostra ‘The Energy Show – Sole, energia solare e forza lavoro’ verte sull livello di energia personale del visitatore e regala decine di esempi innovativi in una mostra interattiva. L’Energy Show può essere visto dal 3 settembre 2022 al 5 marzo 2023 al Het Nieuwe Instituut.

E’ previsto anche un programma interattivo ‘Sun in the City’, nel quale ‘The Solar Biennale’ va nelle strade di Rotterdam per comunicare con i residenti, in luoghi dove il sole risplende e le persone si incontrano, creando ispirazione e coinvolgendo in modo accessibile i cittadini sui temi dell’energia solare e nella transizione energetica.

www.thesolarbiennale.com
www.hetnieuweinstituut.nl

 

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sostenibilità, ultime notizie

 

UN TEAM DI ARCHITETTI, URBANISTI E UN ANTROPOLOGO LAVORANO A ROTTERDAM PER SVILUPPARE LE SOLUZIONI NECESSARIE CHE CI CONSENTANO DI INSTALLARE VILLAGGI SUI TETTI.

 

Rotterdam crea una nuova soluzione per migliorare il suo sviluppo urbano, i villaggi sui tetti (in olandese dakdorpen, rooftop villages). Un’iniziativa che unisce l’edilizia sostenibile alla realizzazione di una smart city più green.

I rooftop villages creano nuovi e speciali luoghi abittivi e contemporanemanete rappresentano una risposta alle varie sfide urbane: i tetti abitati infatti possono contribuire a risolvere problemi come la crisi climatica, la mancanza di abitazioni, la carenza d’acqua, le conseguenze urbane delle forti piogge e lo stress da caldo. La soluzione perfetta per una città come Rotterdam che ha più di diciotto chilometri quadrati di tetti piatti. In tutti i Paesi Bassi, sono circa seicento chilometri quadrati, un’area delle stesse dimensioni di Utrecht, Amsterdam e Rotterdam messe insieme.

Ed è questo lo scopo del team di urbanisti, architetti che insieme all’antropologa Renée Rooijmans hanno dato vita all’iniziativa dei Dakdorpen: indagare su come abitare i tetti e offrire soluzioni architettoniche.



Sfide urbane

Le città moderne devono affrontare molte sfide. L’aumento delle temperature che rende le città molto più calde rispetto alle zone rurali circostanti, con conseguente aumento della mobilità, cosa che, a sua volta, porta all’inquinamento atmosferico. Poi ci sono casi contrari dove sempre un maggior numero di persone vuole vivere in città con la conseguenza di una mancanza di alloggi. I Roofvillages possono rappresentare una risposta ad entrambe le problematiche che devono essere affrontate per garantire alle nostre città una crescita armoniosa rimanendo luoghi attrattivi e sani in cui vivere nei decenni a venire.

 

Tetti verdi

Esiste già una soluzione per affrontare le sfide ambientali: i tetti verdi che puliscono l’aria, rinfrescano edifici e città, forniscono habitat ecologici e convogliano l’acqua. Sfortunatamente, l’implementazione non è diffusa a causa dei costi elevati e della mancanza di introiti economici diretti, soprattutto per gli edifici già in essere.




Villaggi sui tetti o rooftop villages

I Rooftop Villages cercano di risolvere questa mancanza di ricavi economici rinforzando i tetti e rendendoli abitabili con piccole case compatte. In questo modo, possiamo cambiare il modello di business delle ristrutturazioni dei tetti verdi rendendoli economicamente interessanti. In questo modo, la capacità di ritenzione idrica della città aumenterà, la città si riscalderà di meno, la biodiversità e gli habitat per le specie aumenteranno, l’aria inquinata verrà pulita e verranno forniti alloggi a prezzi accessibili.

Il primo progetto pilota sarà realizzato nei prossimi mesi presso De Kroon, un makerspace e uno spazio di coworking situato a Rotterdam, che fungerà da proof of concept per attirare l’attenzione di investitori e cittadini interessati.

 

https://dekroonrotterdam.nl/

https://dakdorpen.nl/english

 

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eventi, ultime notizie

Preparati: siamo in missione! A Eindhoven dal 22 al 30 ottobre la Dutch Design Week (DDW) presenta novità valide per rispondere alle problematiche odierne e indicate per affrontare le sfide future.

Eindhoven nuovamente capitale del design: all’insegna del motto Get Set: We’re on a mission, la Dutch Design Week (DDW) presenta un programma ricco di nuove idee per oggi, affrontando le questioni rilevanti di domani. Una proposta visitabile ad Eindhoven da sabato 22 a domenica 30 ottobre.


LE MOSTRE TEMATICHE

Sette le mostre tematiche che presentano nuove prospettive su un mondo che cambia e invitano a riflettere e a partecipare. Possono essere viste esclusivamente durante DDW nell’edificio del Klokgebouw e sulla piazza Ketelhuisplein:

o Get Set for Durable Living mostra progetti che rispondono alla domanda di un alto grado di adattabilità e flessibilità nell’ambiente costruito.
o Get Set for The Next Generation si interroga su come progettiamo, organizziamo e innoviamo la nostra istruzione.
o Get Set for Digital Evolvement ingrandisce il modo in cui il mondo virtuale è intrecciato con quello fisico.
o Get Set for Smart Liveability utilizza la mostra The New Nature of Living per presentare progetti che migliorano o facilitano il nostro rapporto con il mondo.
o Get Set for Trusted Connections è tutto incentrato sul lavoro che risponde alla richiesta della nostra sicurezza e alla richiesta di maggiore fiducia.
o Get Set for Global Wellbeing nutre la mente e si prende cura del corpo. Con concetti e progetti che si collegano a ciò che possiamo fare per rimediare ai problemi di salute esistenti sul pianeta e ciò che è necessario per mantenere il mondo vivibile per tutti nel futuro.
o Get Set for Things that Matter esplora il valore e il significato degli oggetti in tempi di consumo eccessivo.


LE MISSION
DDW è una comunità di design e non sarebbe DDW senza tutti gli studi, le università, le accademie, le location e i partner che espongono i loro progetti ogni anno durante tutta la settimana. Distribuito in otto aree sparse nella città di Eindhoven, è l’occasione per conoscere il lavoro di designer emergenti ed affermati. Pronti per un’anteprima?

o Il Van Abbemuseum
presenta circa 50 opere della collezione di design di Lidewij Edelkoort recentemente acquisita.
o The Design Academy Graduation Show nell’edificio KPN situato in centro città.
o Manifestations utilizza una comprovata miscela di arte, tecnologia, divertimento e robot per mostrare il lato umano della tecnologia e del design nell’edificio del Veemgebouw.
o New Order of Fashion trasforma gli oggetti scartati in nuove gemme grazie allo studio Hurra Pang Pang.
o Next Nature apre RetroFuture, la mostra inaugurale nell’Evoluon sul futuro di ieri.
o La Design Cathedral di Aart van Asseldonk, costruita appositamente per DDW.
o Drivers of Change di TUe presentano soluzioni tecnologiche per un futuro incerto.
o World Design Embassies, un programma della Dutch Design Foundation, utilizza otto ambasciate per esplorare il ruolo del design nello sviluppo di soluzioni per complesse sfide sociali, come il cambiamento climatico, la transizione energetica, l’invecchiamento della popolazione, la carenza di alloggi e altro ancora.

www.ddw.nl

 

 

 

 

 

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arte, ultime notizie

Press kit e immagini
Press kit Clara-Creature striscianti

Link alle immagini HR: 
https://www.rijksmuseum.nl/nl/pers/persberichten/rijksmuseum-presenteert-tentoonstelling-over-onderkruipsels
https://www.rijksmuseum.nl/nl/pers/persberichten/rijksmuseum-presenteert-tentoonstelling-over-de-beroemdste-neushoorn-uit-de-geschiedenis
www.rijksmuseum.nl

Clara, il rinoceronte più famoso della storia in mostra al Rijksmuseum di Amsterdam


Clara era strana e sconoscita, grande e impressionante, ma soprattutto diversa da tutti gli animali allora noti: Clara era un rinoceronte. Ed è proprio a lei che, dal 30 settembre 2022 al 15 gennaio 2023, il Rijksmuseum di Amsterdam dedica l’intera mostra ‘Clara il rinoceronte’.
Clara, o Signorina Clara come venne poi nominata, divenne il rinoceronte più famoso del mondo quando nel 18esimo secolo venne trasportata in Europa dalla lontana India, suo luogo di origine. Una mostra, quella del Rijksmuseum che vuole illustrare come non solo le conoscenze scientifiche ma anche l’arte abbiano contribuito a cambiare la concezione e la percezione del nostro rapporto con gli animali grazie anche al rinoceronte Clara divenuta la protagonista assoluta di famose opere d’arte. Nella mostra sono esposti sessanta tra dipinti, disegni, medaglie, sculture, libri, orologi e persino un boccale. Molte di questi oggetti straordinari si possono ammirare per la prima volta. Tra le tante opere presenti nella mostra ‘Clara il rinoceronte’ troviamo anche la prima stampa europea di un rinoceronte realizzata da Albrecht Dürer nel 1515, ma anche il ritratto a grandezza naturale (!) di Clara dipinto da Jean-Baptiste Oudry del 1749. La mostra ‘Clara il rinoceronte’ è resa possibile grazie a un donatore privato e al Fondo del Rijksmuseum.



La notorietà di Clara

Clara non è il primo rinoceronte apparso in Europa, ma è sicuramente quello che divenne più famoso. Nel 1741 sbarca a Nieuwendam nei pressi di Amsterdam dopo un lungo viaggio dall’India. Il suo proprietario, Douwe Mout van der Meer, la mostra a chiunque sia disposto a pagare per ammirarla: dalle corti reali alle fiere e ai mercati, perfino come speciale attrazione durante il carnevale. Con il suo seguito, per circa diciassette anni Clara viaggia attraverso l’Europa su un carro costruito appositamente per lei. Tocca quasi tutte le grandi città dell’epoca: da Vienna a Parigi, da Napoli, Roma, Venezia, a Copenaghen. Nelle pause di viaggio in territorio olandese viene sistemata nel terreno denominato ‘t Meertje al nord di Amsterdam. Morirà poi a Londra nel 1758. Clara è stata toccata, derisa, ammirata e studiata. Soprattutto considerata un fenomeno da non perdere. Lo stupore e l’interesse suscitati da Clara derivavano dal fatto che nessuno aveva mai visto un rinoceronte dal vivo. Naturalmente tale interesse era fortemente alimentato da Mout con stampe pubblicitarie e medaglie. Fino all’arrivo di Clara in Europa, l’unica immagine nota di un rinoceronte era una stampa realizzata nel 1515 dal famoso artista Albrecht Dürer. L’opera si basava sullo schizzo di un rinoceronte che aveva soggiornato a Lisbona per un breve periodo; ma si trattava di uno schizzo non molto accurato al punto che nella stampa viene aggiunto un corno sulla schiena dell’animale che presenta una pelle più simile ad una corazza. La situazione cambia con l’arrivo di Clara, che permette di approfondire la conoscenza del rinoceronte e di tracciarne un’immagine più realistica. Gli studiosi la esaminano da vicino dalla testa alla coda e gli artisti rimangono affascinati da ogni dettaglio. Vengono realizzate numerose immagini di Clara, in ogni forma e materiale. Nella mostra sono esposte alcune tra le opere più significative, quali l’impressionante ritratto a grandezza naturale dipinto da Jean-Baptiste Oudry a Parigi nel 1749 (Staatliches Museum Schwerin), una tela di Pietro Longhi (Ca’ Rezzonico Venezia), dove Clara viene mostrata al pubblico mascherato durante il Carnevale veneziano del 1751, una grande scultura in marmo dell’artista di Gand Pieter Anton Verschaffelt proveniente dalla Collezione Rothschild di Waddesdon Manor e un rarissimo orologio proveniente da una collezione privata olandese, del bronzista e orologiaio parigino Jean-Joseph de Saint-Germain, dove Clara rappresenta l’elemento portante.

Il ruolo dell’essere umano

Clara non ha quasi mai potuto camminare, correre o nuotare liberamente. Dipendeva dalle persone, quindi non poteva mostrare un comportamento naturale, salvo le poche volte in cui dovette attraversare un fiume a nuoto, dove mostrò di essere perfettamente a suo agio nell’acqua. Nel 1750, Christoph Gottlieb Richter, nativo di Norimberga, pubblica una conversazione tra un rinoceronte e una cavalletta, in cui il rinoceronte si lamenta di come la gente lo osserva e lo tratta. In questo libro, di concezione modernissima, i ruoli infatti si invertono ed è il rinoceronte che giudica e studia le persone. Anche l’artista contemporanea Rossella Biscotti (1978) si interroga sul rapporto tra uomini e animali, presentando la storia di Clara nell’omonima installazione ‘Clara’ , realizzata nel 2016. L’opera, ammirabile nella mostra, allude al fatto che la storia di Clara riguarda anche concetti importanti ed attuali come il colonialismo, l’esotismo, la globalizzazione, lo sfruttamento e il potere.


Allestimento della mostra

L’allestimento delle due mostre ‘Clara il rinoceronte’ e ‘Creature striscianti’, che si svolgono contemporaneamente, è stato realizzato dallo scenografo Theun Mosk | Ruimtetijd. Irma Boom ha invece curato la progettazione grafica della mostra.

 

Biglietti

I biglietti saranno acquistabili dalla fine di agosto sul sito web del Rijksmuseum con prenotazione dell’orario d’entrata.

 

Pubblicazione

Per accompagnare l’esposizione sarà pubblicato in olandese e inglese il libro ‘Clara The Rhinoceros’ (Clara il rinoceronte) scritto da Gijs van der Ham, curatore della mostra.

 

Insostituibile sostegno

Il Rijksmuseum è grato per tutte le forme di sostegno che riceve sotto forma di sovvenzioni governative, contributi della comunità imprenditoriale, fondi, donazioni, lasciti testamentari e attraverso l’Associazione.




Insetti e creature striscianti in mostra al Rijksmuseum di Amsterdam

Quest’autunno più di mille farfalle colorate, ragni pelosi e viscidi rospi si aggireranno per il Rijksmuseum. In passato queste bestiole erano associate alla morte e al diavolo, finché artisti e scienziati, come Albrecht Dürer, Wenzel Jamnitzer, Antoni van Leeuwenhoek e Maria Sibylla Merian, hanno iniziato ad Apprezzare la loro bellezza. La mostra, intitolata ‘Creature striscianti’, illustra come questi piccoli animali hanno gradualmente acquisito una crescente popolarità nell’arte e nella scienza. Nella mostra sono esposte opere molto importanti ottenute in prestito da musei e collezioni private di tutto il mondo, a cominciare dalla particolarissima acquaforte recentemente scoperta nel gabinetto del farmacista e zoologo Albertus Seba, famoso in tutto il mondo, fino alla tragica bellezza della ‘Testa di Medusa’ di Peter Paul Rubens (1617-18 circa). La mostra ‘Creature striscianti’ sarà visitabile dal 30 settembre 2022 al 15 gennaio 2023 nell’ala Philips del Rijksmuseum. La mostra è resa possibile grazie alla Fondazione Don Chisciotte e al Fondo del Rijksmuseum.

 


Dall’orrore alla meraviglia
Nel Medioevo gli insetti, i rettili e agli anfibi erano spesso associati alla morte o al diavolo. Si pensava che nascessero spontaneamente da materiali morti come letame, residui vegetali in decomposizione e fango. Nelle opere d’arte antiche, serpenti, rospi e lucertole sono spesso una metafora del male e agiscono come complici del diavolo. Questa immagine cambia gradualmente nel XV e nel XVI secolo, quando gli artisti iniziano ad apprezzare l’estetica di queste creature considerate come esempi della “bellezza della creazione di Dio”. Appaiono dapprima nei margini dei manoscritti medievali, per insinuarsi gradualmente verso il centro della pagina. La prima opera d’arte in cui un insetto è il soggetto principale è il disegno di un cervo volante realizzato da Albrecht Dürer nel 1505 (J. Paul Getty Museum, Los Angeles), che costituisce uno dei pezzi forti della mostra.

Arte e conoscenza
Nel XVI secolo, le creature striscianti diventano apprezzati oggetti da collezione nelle cosiddette wunderkammer, le camere delle meraviglie delle corti europee, visibili, ad esempio, sotto forma di calchi di animali veri. La mostra espone i calchi più strabilianti insieme ad altre eccezionali opere provenienti dalla wunderkammer dell’imperatore asburgico (Kunsthistorisches Museum, Vienna). L’interesse cresce anche tra gli artisti e gli scienziati. Queste creature cominciano ad essere allevate, scambiate, studiate, registrate e raccolte nei gabinetti naturalistici. L’invenzione del microscopio dà un forte impulso a questo studioe i ricercatori sono ammirati da un mondo completamente nuovo che diventa visibile per la prima volta. Questo porta, tra l’altro, a svelare l’enigma più grande: la loro riproduzione e metamorfosi. In quell’epoca l’arte e la scienza non erano rigorosamente separate come oggigiorno e la pittrice e naturalista tedesca Maria Sibylla Merian (1647-1717), ad esempio, intraprende addirittura un viaggio in Suriname per studiare e disegnare la metamorfosi degli insetti. Alcuni dei suoi disegni più prestigiosi, provenienti dalla collezione della Regina Elisabetta II, saranno esposti nella mostra del Rijksmuseum. Intorno al 1650, l’interesse per le creature striscianti dà vita a un genere pittorico a sé stante, il sottobosco , i cui protagonisti sono rettili, anfibi e insetti che l’inventore del genere, Otto Marseus van Schrieck, alleva personalmente. In questo particolarissimo genere pittorico, arte e scienza si fondono, com’ è possibile osservare nell’ultima sala della mostra.

Creature striscianti
Negli ultimi decenni l’interesse nei confronti delle creature striscianti ha subito una svolta. È aumentata la consapevolezza che questi piccoli animali svolgono funzioni ecologiche cruciali e sono essenziali per ogni forma di vita. Non solo nella scienza, ma anche nell’arte il rapporto tra l’uomo e gli animali viene esaminato con occhio critico. La parola “strisciante” non definisce solo il tipo di animali ma anche la nostra visione sugli animali stessi e in un certo senso ci caratterizza. Questo aspetto verrà trattato ampiamente durante le conferenze, i workshop e gli incontri organizzati in concomitanza della mostra In tale ambito, il Rijksmuseum collabora con il World Wildlife Fund (WWF-NL), la fondazione Vlinderstichting e l’IUCN, nonché con EMS Films, che distribuirà il film Onder Het Maaiveld (Sotto terra) il 5 gennaio 2023.

Allestimento della mostra
L’allestimento delle due mostre ‘Clara il rinoceronte’ e ‘Creature striscianti’, che si svolgono contemporaneamente, è stato realizzato dallo scenografo Theun Mosk | Ruimtetijd. Irma Boom ha invece curato la progettazione grafica della mostra.

Biglietti
I biglietti saranno acquistabili dalla fine di agosto sul sito web del Rijksmuseum con prenotazione dell’orario d’entrata.

Pubblicazione
Per accompagnare l’esposizione sarà pubblicato in olandese e inglese il libro ‘Crawly creatures’ (Creature striscianti) scritto da Jan de Hond, Eric Jorink, Hans Mulder e altri.

Insostituibile sostegno
Il Rijksmuseum è grato per tutte le forme di sostegno che riceve sotto forma di sovvenzioni governative, contributi della comunità imprenditoriale, fondi, donazioni, lasciti testamentari e attraverso l’Associazione.

 

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arte, ultime notizie

Nel luglio del 1741 una nave della Compagnia delle Indie olandesi arriva dall’oriente a Rotterdam, trasporta un carico molto speciale, un animale che nessuno in Europa ha mai visto prima: un rinoceronte di nome Clara. La Juffrouw (Signorina) Clara viaggia con il suo proprietario in tutti i paesi e le corti d’Europa. Ovunque arrivi trova un’accoglienza sensazionale: gli artisti la ritraggono spesso (a Venezia per esempio Pietro Longhi) e gli studiosi la studiano attentamente dalla testa alla coda, mentre il rinoceronte morirà 17 anni più tardi a Londra senza aver mai rivisto il suo ambiente naturale.


L’esibizione dedicata a Clara ha lo scopo di mostrare come la nuova conoscenza scientifico-naturalistica abbia cambiato la visione del mondo e come l’arte abbia giocato un ruolo chiave in questo processo. Tra tante importanti opere oltre a quelle di Pietro Longhi sopraccitate, anche il ritratto a grandezza naturale che Jean-Baptiste Oudry dipinse di Clara nel 1749 a Parigi e che è ora conservato nel Museo Staatliches di Schwerin in Germania.

Insetti, piccoli rettili e animaletti striscianti

Insetti, ragni, lucertole e rospi hanno avuto per molto tempo una pessima fama. Considerati nati da materiale morto per generazione spontanea, per molto tempo furono associati alla morte e al diavolo. Nella prima età moderna, quando la scienza cominciò a studiarli sezionandoli al microscopio e a raccoglierli e a descriverli, la visione dell’uomo cambiò considerandoli esempi dell’ingegnosità e della bellezza del Creato e per la prima volta vennero scelte come soggetto di opere d’arte. La mostra indaga sull’affascinante relazione tra arte e scienza e come cambiò anche la maniera di rappresentare questi animali in quadri ed illustrazioni. In mostra opere di artisti come Albrecht Dürer, Wenzel Jamnitzer, Jan van Kessel e Maria Sibylla Merian che creano bellissime opere d’arte affascinati da queste creature.

Le due mostre saranno visibili dal 30 settembre 2022 al 15 gennaio 2023 presso il Rijksmuseum di Amsterdam.

www.rijksmuseum.nl

https://www.rijksmuseum.nl/en/research/our-research/history/1700-1800/clara-the-rhinoceros

https://www.rijksmuseum.nl/en/research/our-research/history/1600-1700/crawly-creatures

 

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natura, sostenibilità, ultime notizie

Het Nieuwe Instituut di Rotterdam ospiterà a settembre 2022 la prima Biennale Solare, in cui creativi e scienziati collaboreranno in modo interdisciplinare per immaginare un futuro in cui tutto gira ad energia solare.

 

Ideato dai designer Marjan van Aubel e Pauline van Dongen, l’evento inizierà con una mostra all’Het Nieuwe Instituut di Rotterdam a settembre e proseguirà con un programma di sei settimane di seminari e workshop pratici, che culminerà con la Dutch Design Week di Eindhoven.

 

Coinvolgendo designer, architetti e artisti nella transizione verso l’energia rinnovabile, l’evento spera di mostrare come l’energia solare può essere integrata nel tessuto stesso dei nostri prodotti e nel nostro ambiente per alimentarlo in modo sostenibile. Lo scopo principale è quello di mostrare, attraverso opere ed eventi, che l’energia solare fa parte della nostra quotidianità.

 

 

Attraverso esempi e progetti rilevanti e stimolanti nel campo del design solare, The Solar Biennial mostrerà tutte le possibilità offerte dalla tecnologia solare, in modo che tutti abbiano il potere di riflettere su un futuro progettato grazie alla forza del sole.

Allo stesso tempo, questo evento pionieristico cerca di collegare i professionisti e promuovere le intersezioni tra le discipline al fine di sfruttare il potenziale dell’energia solare, nonché promuovere la conoscenza, l’istruzione e la sperimentazione per i progettisti di domani.

Sfruttare questa energia è fondamentale per raggiungere gli obiettivi climatici a zero emissioni e la Biennale solare spera di creare una visione di una “rivoluzione solare” alternativa, in cui gli oggetti di uso quotidiano, dai mobili agli accessori agli edifici, vengano dotati di celle fotovoltaiche questo permetterebbe alle persone di utilizzarli senza essere dipendenti dai bisogni energetici.

Sperando di promuovere un movimento solare anche dopo l’evento, Van Aubel e Van Dongen sono in trattative con Het Nieuwe Instituut e la città di Rotterdam perchè il museo in futuro possa funzionare esclusivamente ad energia solare.

Il progetto è quello di ospitare le future edizioni della biennale sempre in diversi paesi, in modo da creare una pluralità di prospettive, sia a livello locale che globale, sul nostro rapporto con il sole.

Maggiori informazioni:

https://thesolarbiennale.com/ 

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arte, eventi, sostenibilità, ultime notizie

Il comune di Eindhoven ha lanciato un’applicazione per visitare le destinazioni dell’iniziativa “Vision of the Tunnel”. Una proposta per valorizzare le gallerie e i viadotti della città spesso vissuti come bui, scomodi o poco sicuri. Spazi che sono diventati musei a cielo aperto grazie alla street art che dal 2016 ne riempie le pareti e che ha avuto un effetto positivo su visitatori e locali.



Tun·nel·vi·sie, che potremmo tradurre con ‘visione a tunnel’, in olandese significa la maniera di affrontare un problema da un’unica prospettiva, senza essere aperti ad altre possibilità, e utilizzando questo gioco di parole, è stato an che il nome scelto per designare un progetto culturale che mira a proporsi come un laboratorio vivo attraverso il quale sfidare il mondo esterno tramite una visione alternativa e incoraggiarlo a trovare soluzioni originali.

 

La città di Eindhoven considera molto importanti l’aspetto e la decorazione dello spazio pubblico e soprattutto l’effetto diretto su come le persone vivono questi luoghi. Uno spazio pubblico gradevole aumenta la qualità della vita, influisce sulla percezione della sicurezza, può influenzare i comportamenti e incoraggia il sorriso.

 

Nel momento che un tunnel o un viadotto, dopo vari anni, necessitano degli interventi di manutenzione, si approfitta per riabilitarli attraverso la street art, trasformandoli in un’opera d’arte a cielo aperto e creando così un effetto positivo sia sui cittadini che sui visitatori. In questa maniera dal 2016 dozzine di tunnel, viadotti, muri ferroviari e altri luoghi dequalificati sono stati trasformati in una bellissima collezione di arte pubblica distribuita in tutta la città di Eindhoven. Una collezione di arte urbana che ora è riunita in un percorso visitabile a piedi o in bicicletta attraverso un’applicazione: la maniera perfetta per scoprire scorci e angoli sconosciuti della città con un semplice clic.

 

 

Maggiori informazioni:

https://www.eindhoven.nl/stad-en-wonen/stad/tunnelvisie#

 

https://storymaps.arcgis.com/stories/959536799f174dd6b3ec02ec6eb07d13
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natura, sostenibilità, ultime notizie

Here We Are! Cioè Eccoci qui! È la mostra appena aperta al Kunsthal di Rotterdam, che celebra più di cento donne che sono state e sono responsabili della definizione del design nel corso della storia, un nuovo sguardo sulla storia del design moderno e contemporaneo. Attraverso mobili, ceramiche, cristalleria, gioielli, moda, grafica e tessuti che coprono un arco di 120 anni, la mostra, visitabile fino al 30 ottobre a Rotterdam, mette in luce il valore eclissato delle donne nel mondo del design.




I pezzi eccezionali della collezione del Vitra Design Museum costituiscono il punto di partenza per arrivare poi al movimento Bauhaus, passando dai design per interni di capsule spaziali. Dal design classico a quello contemporaneo: nelle mani delle donne il design ridefinisce una professione e trasforma la storia attraverso innovazioni sostenibili.

 

Pionieri sotto i riflettori

I disegni che le donne pioniere realizzano dall’inizio del secolo scorso hanno un posto meritato nella mostra Here We Are! Saranno esposti, tra gli altri, design iconici come la ‘Grasshopper Lamp’ di Greta Magnusson, la colorata poltrona in plastica di Liisi Beckmann e la ‘Ghost Chair’ in vetro di Cini Boeri. Altri pezzi di spicco includono opere moderniste dei famosi designer Charlotte Perriand, Eileen Gray e Clara Porset, che hanno creato i loro modelli leggendari all’ombra delle loro controparti maschili. Ma la mostra farà luce anche su alcune donne pioniere meno conosciute, come Louise Brigham, che nel 1909 pubblicò un libro rivoluzionario su come realizzare i propri mobili con materiali di scarto. In mostra anche un arazzo -raramente mostrato- dell’innovativa Gunta Stölzl, che fu la prima donna a dirigere un dipartimento al Bauhaus.


Progettare il futuro

Oggi, le donne stanno spingendo i confini di ciò che chiamiamo design cercando di capire a chi questo è destinato elaborando anche temi come la sostenibilità e la tecnologia d’avanguardia. La tedesca Julia Lohmann, ad esempio, sta sviluppando nuovi materiali dalle alghe, mentre l’olandese Christien Meindertsma sta studiando criticamente i processi di produzione. La loro sedia Flax è una sedia biodegradabile realizzata in lino fortificato. In mostra oltre al lavoro di altre designer olandesi come Hella Jongerius, sono presenti anche progetti internazionali come per esempio una sedia basata sulla cultura ciclistica indiana o un’installazione realizzata appositamente per la mostra creata per esprimere le esperienze personali delle designer nel continente africano. E, infine, i progetti di design sociale, urbano e della moda digitale, aprono una finestra sul futuro della progettazione in questi campi.


Maggiori informazioni:

https://www.kunsthal.nl/en/plan-your-visit/exhibitions/hereweare_en/

 

 

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arte, eventi, sostenibilità, ultime notizie

Con 120 opere d’arte distribuite sui cinque piani dell’intera ala delle collezioni del museo, la mostra Delinking and Relinking invita a vivere l’arte in modo coinvolgente. A volte in senso letterale, toccandola, annusandola oppure ascoltandola; altre volte metaforicamente, dando espressione a diverse voci meno conosciute. Molto stimolante ma talvolta anche in forte conflitto, ‘Delinking and Relinking’ abbraccia più di un secolo di storia dell’arte, a partire da ‘Hommage à Apollinaire’ di Marc Chagall del 1913 fino al lavoro più recente della mostra ‘This Means Tableau’ di Laure Prouvost del 2019.

Un’esperienza multisensoriale

Con oltre 25 strumenti multisensoriali, tra cui testi in alfabeto Braille, formulazioni di aromi, disegni tattili e paesaggi sonori, ‘Delinking and Relinking’ rappresenta la prima mostra di una collezione completamente multisensoriale nei Paesi Bassi. Oltre ad arricchire l’esperienza museale per tutti, la mostra è accessibile a un vasto pubblico, inclusi visitatori con disabilità visive o uditive e persone su sedia a rotelle.

 


Cinque diversi tour multimediali

Il visitatore ha la possibilità di scegliere tra cinque tour gratuiti: un tour generale che copre l’intera mostra anche in versione famiglia, adatto a tutte le età. Se l’obiettivo invece è quello di approfondire temi specifici allora il Museo propone la scelta tra: il Body Encounters Tour, il Love Letters Tour o il Larger History Tour, tutti guidati attraverso l’app Smartify.

 

Da tutte le prospettive

Al fine di includere tutte le prospettive nella mostra, il museo ha avuto la collaborazione di esperti nel campo dell’accessibilità fisica, e delle teorie di genere (Office of Queer Affairs), e altri specifici gruppi di interesse, che hanno offerto la loro esperienza per una visione da altre prospettive.

 




Video: https://www.youtube.com/watch?v=q5XQShqZQq4 

Sito web:https://vanabbemuseum.nl/en/programme/programme/delinking-and-relinking/

 

DELINKING AND RELINKING

Mostra della collezione multisensoriale

18/09/2021 – 01/07/2024

Van Abbemuseum di Eindhoven

Curatori: Charles Esche, Diana Franssen, Steven ten Thije

 


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